Lasciate ogne speranza, Voi ch' intrate...
Vi aspetta un viaggio nella Cultura, nella Filosofia, nella Poesia, nella Sociologia, nel Gossip......by Phil :-)
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mercoledì 8 luglio 2026
ANEDDOTI SUGLI SCIENZATI: AMPÈRE
TRATTO DA CULTURA & SVAGO
1. Lo scienziato Ampère, che era molto distratto,
durante le sue lezioni usava spesso il cancellino
della lavagna per soffiarsi il naso.
2. Un giorno, mentre passeggiava
per Parigi, Ampère scambiò la porta
di una carrozza ferma per una lavagna e
cominciò a riempirla di formule matematiche:
quando la carrozza si mosse egli la
rincorse deciso a terminare i suoi calcoli.
3. Un giorno Napoleone visitò l'Accademia
di Parigi, si presentò ad Ampère, che non
lo conosceva e lo invitò a pranzo per il
giorno dopo. Ma il giorno dopo, nella sala
da pranzo di Napoleone c'era una sedia vuota:
Ampère si era dimenticato dell'importante invito.
IL BLOG DI SMINZ VI SALUTA, E VI AUGURA
BUONE VACANZE, CI LEGGEREMO AI PRIMI DI
SETTEMBRE.
mercoledì 27 maggio 2026
ANEDDOTI NEL MONDO DEL CINEMA:ALBERTO SORDI
TRATTO DA CULTURA & SVAGO
Durante l'inaugurazione di Dinocittà negli
studi di Dino De Laurentis, Alberto Sordi diede
uno spintone a Vittorio de Sica, che fini tra
le braccia di Amintore Fanfani. Tra le risate di tutti,
il regista si scusò dicendo: "Onorevole,
quest'uomo mi spinge da vent'anni'".
Alberto Sordi aveva gusti semplici nel mangiare:
alle ostriche e allo champagne preferiva
la bruschetta e un bicchiere di vino.
Pur avendo interpretato tanti personaggi,
Sordi si rifiutò di interpretare il ruolo dei politici,
in quanto diceva che recitavano già loro
e in modo molto credibile
mercoledì 6 maggio 2026
GRANDI STORIE D'AMORE:James Joyce e Nora
TRATTO DA CULTURA & SVAGO
Nora Barnache, nata in Irlanda, nel 1884,
da genitori lavoratori analfabeti,
ancora bambina fu affidata alla nonna
materna benestante, che le fece frequentare
un severo convento, in cui riuscì comunque a
conseguire un diploma. Nel 1896 Nora completò
gli studi e iniziò a lavorare come
portinaia e lavandaia. Nello stesso anno,
i suoi genitori divorziarono.
A soli 12 anni, Nora si innamorò
dell’adolescente Michael Feeney,
affetto da polmonite, che purtroppo
morì poco dopo. Nello stesso periodo
morì il suo fidanzato. La ragazza, depressa
per la morte di due giovani a lei cari,
su consiglio di un’amica di teatro raggiunse
Dublino, dove lavorò come cameriera al
"Finn's Hotel" (nome successivamente utilizzato
per pubblicare una raccolta postuma di 10
racconti brevi, scritti da Joyce).
Nora e Joyce si incontrarono il 10 giugno 1904,
ma la loro appassionante relazione iniziò il 16
di quel mese. Questa data venne poi scelta
come giornata del romanzo Ulisse (Ulysses),
data rimasta famosa e successivamente in
tutto il mondo come "Il giorno di Bloom"
(Il 16 giugno 1904 è la data in cui lo scrittore
ambientò gli avvenimenti del suo capolavoro
l’Ulisse che si svolgono tutti nell’arco
di una sola giornata).
Oggi l’anniversario dell’incontro tra
James Joyce e Nora Barnacle è festa nazionale
in Irlanda, meglio conosciuto come Bloomsday,
una ricorrenza letteraria volta a omaggiare
l’opera di James Joyce.
Nel celebrare il grande scrittore gli
irlandesi festeggiano anche l’anniversario
romantico del primo appuntamento tra James e Nora.
Fu subito amore folle, erotico,
appassionante da parte di entrambi.
I due si trasferirono a Trieste dove
ebbero due figli, Giorgio e Lucia.
Viaggiarono a lungo per il mondo
vivendo in varie città, tra cui Parigi,
e morirono entrambi a Zurigo, in Svizzera.
mercoledì 18 marzo 2026
7 strane tradizioni di Pasqua nel mondo:Alberi di uova colorate in Germania.
TRATTO DA STORIE DI VIAGGIO EDREAMS.
Qui le celebrazioni pasquali cominciano
il giovedì santo, chiamato « Gründonnerstag »,
quando è tradizione mangiare solo cose verdi.
Il piatto più rappresentativo è la zuppa alle
sette erbe, che contiene crescione,
dente di leone, erba cipollina, prezzemolo,
porro verde, acetosa e spinaci. Per dessert,
non troverete le famose uova di cioccolato
bensì l’Osterlamm, una torta a forma di
agnello spolverata con zucchero a velo,
tradizionalmente cucinata in uno stampo
di argilla che le conferisce un leggero profumo.
Questo dessert è popolare anche in Alsazia.
I tedeschi decorano i loro alberi con
uova colorate dando vita a vere e proprie
piante pasquali, o « Osterstrauch »,
che riempiono le strade e i giardini di
colori annunciando l’arrivo della primavera.
mercoledì 4 marzo 2026
7 strane tradizioni di Pasqua nel mondo:Campionato di uova dipinte in Romania.
TRATTO DA STORIE DI VIAGGIO
eDreams
I rumeni normalmente festeggiano la Pasqua
con la famiglia. Se mai vi capiterà di essere
invitati a un pranzo di Pasqua in Romania, potrà
ricordarvi il giorno del Ringraziamento in America.
Il menù tradizionale è composto da 4 o 5 piatti
e comprende normalmente una zuppa acida chiamata
“ciorba”, insalata, sottaceti, agnello al forno,
una torta fatta di carne di fegato d’agnello e
molto prezzemolo, chiamata “drob” e infine
molte uova dipinte.
Qui, la tradizione pasquale più sentita
è senza dubbio la “battaglia delle uova”,
un campionato al quale tutta la famiglia e
gli amici prendono parte. Il gioco consiste
nel colpire due uova sode una contro l’altra:
l’uovo con il guscio più duro vince, e il perdente
deve mangiarsi tutte le uova che vengono rotte!
Il mattino di Pasqua poi, la tradizione vuole
che ci si lavi la faccia con l’acqua nella quale
sono stati messi a mollo un uovo dipinto
di rosso e una moneta d’argento: l’uovo rosso
simbolizza la salute e la moneta la purezza.
mercoledì 11 febbraio 2026
San Valentino in USA è un giorno di festa per tutti!
tratto da IT LOS ANGELES
BY ITALIANI.IT
San Valentino negli Stati Uniti non
è un giorno riservato solo agli
innamorati in coppia. Il Valentine’s Day,
o “V-Day”, è certamente sinonimo d’amore
anche oltre oceano. E non è solo appannaggio
dei fidanzati o delle coppie sposate.
San Valentino
San Valentino è stato importato in Nord
America nel XIX secolo dai colonizzatori
inglesi. Nella seconda metà del XX secolo,
la pratica di dare doni accompagnati da
biglietti è diventata molto popolare. Le rose
e i cioccolatini sono i doni prediletti.
Le persone vivono un intero giorno di vacanza
per onorare ed esprimere l’amore ai propri
cari. Troviamo nei negozi una sezione interamente
a tema. Vi sono peluches, cuori, pupazzetti,
lecca lecca, caramelle e cioccolatini, ma
anche scatole con dei biglietti dentro.
E poi ancora, biglietti d’auguri, gioielli,
fiori, se non addirittura proposte di matrimonio.
Insomma, si trasmette tanta tenerezza. Ogni anno
gli americani spendono circa diciotto miliardi
di dollari in doni per questa festa degli innamorati.
San Valentino negli States, dicevamo,
non è un’esclusiva delle coppie. Si festeggia,
infatti, anche nelle famiglie e tra amici. In
tal modo, questa festa risulta davvero molto
piacevole e colorata per tutti. Il V-Day in USA è,
dunque, l’occasione per esprimere gratitudine e
affetto agli amici, agli insegnanti, ai
genitori e a qualsiasi altra persona cui
si vuole bene.
V-Day nelle scuole
La tradizione americana vuole che questa
festa tutta in rosa s’inizi a festeggiare
davvero molto più presto, si comincia persino
dalle scuole fin dall’infanzia. Il “Valentine’s
Day party” si programma in grande in ogni classe, e
in genere ogni bambino costruisce e decora una
cassetta della posta. In questa cassettina,
i compagni potranno mettere un bigliettino,
un disegno, o un biscotto a forma di cuore.
Alle scuole medie invece, e anche al Liceo,
gli adolescenti possono comprare una rosa o
un biglietto presso uno dei club dedicati a
San Valentino. Un “postino” speciale, poi,
lo porterà al destinatario durante le lezioni
Tuttavia gli adolescenti si regalano dei
pensierini fuori della scuola. Nei negozi
si trovano confezioni regalo con i personaggi
dei cartoon come Hello Kitty, Frozen e le
principesse, ma anche eroi della Marvel. Al
riguardo, anche le insegnanti spesso lasciano
a ogni studente una lista di nomi dei compagni.
Ogni bambino prepara dei piccoli regali da portare
scegliendo tra matite, temperini, gomme di solito
a forma di cuore. La maestra mette, poi, tutti
i biglietti in una scatola e al momento giusto
consegna i pensierini ai vari studenti, felici
con il loro “tesoro”. Ma non è tutto, infatti,
diverse scuole organizzano dei programmi e delle
attività in cui i bambini recitano canzoni, ballano
e cantano con cuori e scritte inneggianti l’amore.
I love you
Molti vanno a cena fuori con il partner e molte
feste sono organizzate in tutto il paese per
celebrare l’occasione come accade in Europa.
Tuttavia, i biglietti sono il regalo più comune.
Famiglie e amici si scambiano le cartoline con
dediche d’amicizia, affetto e gratitudine.
I dolcetti più consumati in America in occasione
del giorno di San Valentino non sono solo i
cioccolatini, ma anche le caramelle a forma
di cuoricino. Vanno sempre per la maggiore
i messaggi romantici come “Be Mine” o “Kiss Me”,
che invadono i negozi.
mercoledì 28 gennaio 2026
San Valentino: nel mondo
tratto da masterx
Nell’antica Roma i Lupercalia sono
giornate di festa. Servi e padroni si
scambiano di ruolo con lo scopo di attivare
un processo di rinascita e, in più, rimettere
in atto il caos primigenio. Durante i festeggiamenti
si svolgono anche alcune pratiche di buon auspicio
per la fertilità delle donne. Queste ultime, per
strada, vengono sottoposte alle frustate che
gruppi di uomini nudi infliggono loro con
delle fascine di rami strette da spaghi.
I colpi, secondo la tradizione, servono a
benedire e a far aumentare la fertilità delle
donne. Proprio per la violenza che caratterizza
queste pratiche, nel tardo Impero Romano, Papa Gelasio
le abolisce. In sostituzione dà vita alla festa dedicata
all’amore (senza riferimenti alla fertilità
o alla sessualità) che tutti conosciamo.
l santo attribuito alla festa dell’amore è,
per l’appunto, San Valentino, giustiziato
nel 273 colpevole di aver celebrato il matrimonio
tra la cristiana Serapia, gravemente malata,
e il legionario romano Sabino. Entrambi
muoiono durante la benedizione di Valentino e,
l’associazione alla festività, è avvenuta
poi in un secondo momento.
Stati Uniti: biglietti d’affetto
Secondo alcuni dati, gli americani spendono
20 miliardi di dollari ogni anno in concomitanza
alla ricorrenza degli innamorati. Caramelle,
biglietti, cioccolatini, fiori e gioielli
sono i prodotti più acquistati per celebrare
la festa dell’amore. Quest’ultima, nel paese,
non viene festeggiata solo da coppie
sentimentalmente unite ma, anche da genitori,
amici e studenti che si scambiano biglietti e
cartoline contenenti parole di amicizia,
affetto e apprezzamento.
Giappone: praline donate dalle donne
I giapponesi festeggiano San Valentino
in maniera originale rispetto a molti
altri paesi. Qui le origini della celebrazione
risalgono alla fioritura di San Valentino,
all’indomani della seconda guerra mondiale,
quando i produttori di dolciumi ebbero l’idea
di rendere il 14 febbraio il giorno in cui le
donne distribuivano i cioccolatini. Oggi è
ancora così. Ogni 14 febbraio dell’anno
le cittadine giapponesi offrono cioccolatini
e praline in segno di affetto, amicizia o,
addirittura, rispetto professionale. La tradizione
è dettata da codici ben precisi. Ci sono ad esempio
i “giri-choko”, i cioccolatini d’obbligo riservati
ai colleghi e ai capi e i cioccolatini “homni-choko”
di alta qualità donati in segno di “vero amore”
Corea: i cioccolatini donati dalle donne
In Corea la festa viene celebrata come
in Giappone. Le donne quindi il 14 febbraio
si prodigano a donare cioccolatini ai propri
cari e alle persone importanti che fanno parte
della loro vita. Nel paese però si celebra anche
il Singles Day, il 14 aprile. La giornata è stata
ribattezzata “Black Day”, in quanto i coreani
single si riuniscono per consumare insieme
dei noodles neri.
Filippine: baci in spiaggia e matrimoni gratuiti
Come in gran parte del mondo fiori e cioccolatini
sono d’obbligo durante la giornata dedicata
all’amore e agli innamorati. Ma, l’evento più famoso
nelle Filippine per San Valentino è “Dovapalooza”.
Per l’occasione migliaia di coppie si incontrano
sulle rive della baia di Manila e, a mezzanotte,
tutte insieme, si baciano mantenendo le labbra
unite per diversi secondi. Nel paese San
Valentino rappresenta, inoltre, l’occasione per
molte coppie di sposarsi gratuitamente approfittando
dei cosiddetti “matrimoni di massa”
organizzati da chiese e agenzie
governative.
Thailandia: matrimoni fortunati
Per i thailandesi San Valentino rappresenta
una festa molto importante. Nel paese infatti,
molte coppie decidono di sposarsi proprio il 14
febbraio, giorno ritenuto fortunato secondo i
thailandesi. A Bangkok è presente un vero e proprio
quartiere dell’amore, denominato Bang-Rak. Qui
molte coppie, in occasione della festa, sfilano
insieme per festeggiare. Anche i single festeggiano
recandosi al tempio per pregare Trimurati
di trovare l’amore.
Cina: ghirlande di fiori
San Valentino in Cina si celebra il settimo
giorno del settimo mese del calendario lunare
cinese. La festività è conosciuta come Qixi Festival
“Serata del Festival dei Sette” e si basa sulla
leggenda romantica di Zhinu e Niulang. Quest’ultima
racconta che le donne in ogni casa, single, sposine
o novelle, escono nel cortile per appendere una
ghirlanda di fiori. Fanno quindi un’offerta composta
da frutta, fiori, tè e polvere di riso alla
fata e a suo marito.
Vietnam: la gara di baci
In occasione della festa dell’amore,
la città di Hai Phong, in Vietnam, ha
organizzato la gara di baci più lunga.
Ogni anno circa un centinaio di persone
si riuniscono al Palazzo della Cultura e
dell’Amicizia di Viet-Tiep. “Ngay Gan Tinh Nhan”
è invece una celebrazione recente
che vuole che siano gli uomini a offrire
alla propria amata un mazzo di rose.
India: festeggiamenti in famiglia
Secondo la tradizione, la festività è
da passare insieme alle proprie famiglie.
Soltanto le generazioni di indiani più giovani
celebrano la ricorrenza partendo per una vacanza
di coppia. Questo perché San Valentino è considerato
come un momento conviviale da trascorrere con le
persone che si amano.
Danimarca: lettere e giochi
I danesi festeggiano San Valentino a Pasqua,
e non il 14 febbraio. La festa viene celebrata
sotto forma di gioco, si tratta del Gaekkebrev
(le lettere buone). Nel gioco le persone che
desiderano scrivere una lettera d’amore alla
persona amata, si firmano in maniera criptica.
Chi riceve il biglietto deve indovinare il mittente
e, se lo trova, riceve un uovo di Pasqua.
Italia: rose, cioccolatini e cene fuori
Gli italiani, popolo di romantici, festeggiano
San Valentino a suon di mazzi di rose rosse,
cioccolatini e cene fuori. I dati, per questo
14 febbraio 2024, secondo le stime della Fipe-Confcommercio
(Federazione italiana pubblici esercizi) parlano di 5 milioni
e mezzo di italiani a cena fuori, per una spesa media
di 53 euro a persona e un ammontare complessivo di 290 milioni.
Fotografando una crescita del 7.4% rispetto al 2023.
mercoledì 22 gennaio 2025
storie d'amore dall'Irlanda: Il Claddagh ring
TRATTO DA "IRLANDA"
Il design evocativo dell'anello Claddagh -
due mani che stringono un cuore - si pensa
abbia avuto origine nel villaggio di pescatori
di Claddagh, sulla baia di Galway. Gli abitanti
del villaggio utilizzavano questo disegno come
anello nuziale fin dal 1700 e, secondo Thomas
Dillon's a Galway (l'antica gioielleria che ha
ideato originariamente l'anello di Claddagh,
nonché la più antica d'Irlanda), il motivo
dell'anello si spiega nella frase:
"Che regnino Amore e Amicizia". Entra nel
loro negozio di William Street e ti sveleranno
il segreto per indossare questo prezioso
simbolo d'amore: se lo indossi con la corona
rivolta verso l'unghia il tuo cuore è già
impegnato; se lo indossi al contrario devi
ancora innamorarti. Semplice.
mercoledì 3 luglio 2024
BIOGRAFIE:Alda Merini La Poetessa.
TRATTO DA BIOGRAFIE.
Biografia • Più bella della poesia
Alda Merini, poetessa milanese,
nasce nel capoluogo lombardo il 21 marzo 1931.
Minore di tre fratelli, le condizioni
della famiglia sono modeste. Alda frequenta
le scuole professionali all'Istituto
"Laura Solera Mantegazza"; chiede di essere
ammessa presso il liceo Manzoni, ma - sembra
incredibile - non supera la prova di italiano.
In questi anni dedica molto tempo anche allo
studio del pianoforte.
Spinta da Giacinto Spagnoletti, suo vero
scopritore, esordisce come autrice alla tenera
età di quindici anni. Spagnoletti sarà il primo
a pubblicare un suo lavoro, nel 1950:
nella "Antologia della poesia italiana 1909-1949"
compaiono le sue poesie "Il gobbo" e "Luce".
Nel 1947 incontra quelle che definirà come
"prime ombre della sua mente": viene internata
per un mese all'ospedale psichiatrico di Villa Turno.
Nel 1951, anche su suggerimento di Eugenio Montale,
l'editore Scheiwiller stampa due poesie inedite
di Alda Merini in "Poetesse del Novecento".
In questo periodo frequenta per interesse di
lavoro ma anche per amicizia Salvatore Quasimodo.
Sposa Ettore Carniti, proprietario di
alcune panetterie di Milano, nel 1953.
Esce poi il primo volume di versi intitolato
"La presenza di Orfeo". Due anni dopo publica
"Nozze Romane" e "Paura di Dio". Sempre nel 1955
nasce la primogenita Emanuela: al medico pediatra
dedica la raccolta "Tu sei Pietro" (pubblicata nel 1961).
La poetessa inizia poi un triste periodo di
silenzio e di isolamento: viene internata
al "Paolo Pini" fino al 1972, periodo durante
il quale non manca comunque di tornare in
famiglia, e durante il quale nascono altre
tre figlie (Barbara, Flavia e Simonetta).
Dopo alternati periodi di salute e malattia,
che durano fino al 1979, la Merini torna a
scrivere; lo fa con testi intensi e drammatici
che raccontano le sue sconvolgenti esperienze
al manicomio. I testi sono raccolti in "La Terra Santa",
pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1984.
Nel 1981 muore il marito e, rimasta sola,
la Merini dà in affitto una camera della sua
abitazione al pittore Charles; inizia a comunicare
telefonicamente con il poeta Michele Pierri che,
in quel difficile periodo del ritorno nel mondo
letterario, aveva dimostrato numerosi apprezzamenti
sui suoi lavori.
I due si sposano nel 1983: Alda si trasferisce
a Taranto dove rimarrà tre anni. In questi anni
scrive le venti "poesie-ritratti" de "La gazza ladra"
(1985) oltre ad alcuni testi per il marito. A
Taranto porta a termine anche "L'altra verità.
Diario di una diversa", suo primo libro in prosa.
Dopo aver nuovamente sperimentato gli orrori
del manicomio, questa volta a Taranto, torna a
Milano nel 1986: si mette in terapia con la
dottoressa Marcella Rizzo alla quale dedicherà
più di un lavoro.
Dal punto di vista letterario questi sono
anni molto produttivi: naturale conseguenza
è anche la conquista di una nuova serenità.
Negli anni, diverse pubblicazioni consolideranno
il ritorno sulla scena letteraria della scrittrice.
Nel 1993 riceve il Premio Librex-Guggenheim
"Eugenio Montale" per la Poesia, come altri
grandi letterati contemporanei prima di lei,
tra i quali Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci,
Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Franco Fortini.
Nel 1996 le viene assegnato il "Premio Viareggio"
per il volume "La vita facile"; l'anno seguente
riceve il "Premio Procida-Elsa Morante".
Nel 2002 viene pubblicato da Salani un piccolo
volume dal titolo "Folle, folle, folle d'amore per te",
con un pensiero di Roberto Vecchioni il quale
nel 1999 aveva scritto "Canzone per Alda Merini".
Nel 2003 la "Einaudi Stile Libero" pubblica
un cofanetto con videocassetta e testo dal
titolo "Più bella della poesia è stata la mia vita".
Nel febbraio del 2004 Alda Merini viene
ricoverata all'Ospedale San Paolo di Milano
per problemi di salute. Un amico della scrittrice
chiede aiuto economico con un appello che le farà
ricevere da tutta Italia, e-mail a suo sostegno.
La scrittrice ritornerà successivamente nella sua
casa di Porta Ticinese, vicino ai Navigli.
Nel 2004 esce un disco che contiene undici
brani cantati da Milva tratti dalle poesie
di Alda Merini.
Il suo ultimo lavoro è datato 2006: Alda Merini
si avvicina al genere noir con "La nera novella"
(Rizzoli).
Alda Merini muore a Milano il giorno 1 novembre
2009 nel reparto di oncologia dell'ospedale San
Paolo a causa di un tumore osseo.
In memoria della sua persona e della sua opera,
le figlie Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta,
hanno dato vita al sito internet www.aldamerini.it,
un'antologia in ricordo della poetessa,
un elogio all'"ape furibonda", alla sua
figura di scrittrice e madre.
Nel 2016, in occasione della ricorrenza
della sua nascita, Google le ha dedicato
un logo.
Nel 2024 esce in tv il film biografico
"Folle d’Amore-Alda Merini" per la regia
di Roberto Faenza, interpretato da Laura Morante.
mercoledì 8 maggio 2024
Biografia:Peppino Impastato
TRATTO DA BIOGRAFIE
Giuseppe Impastato, detto Peppino,
nasce il 5 gennaio del 1948 a Cinisi, in
provincia di Palermo, da una famiglia mafiosa:
il cognato di suo padre, per esempio, è il
boss Cesare Manzella (coinvolto nel traffico
di droga e che sarà ucciso negli anni Sessanta
in un agguato).
Anche il padre di Giuseppe è coinvolto
nella criminalità (durante il periodo
fascista era stato spedito al confino),
e proprio per questo i due rompono presto:
Giuseppe, quindi, ancora ragazzo viene
cacciato di casa.
Mentre frequenta il liceo classico di
Partinico, nel 1965 aderisce al Psiup
(Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria)
e fonda il giornalino "L'idea socialista":
su questa pubblicazione racconta, tra l'altro,
la Marcia della protesta e della pace voluta
da Danilo Dolci nel 1967.
"L'idea socialista", tuttavia, viene
sequestrato dopo pochi numeri; successivamente
Peppino Impastato lascia il Psiup, in seguito
allo scioglimento della Federazione Giovanile,
e inizia a collaborare come dirigente con
i gruppi comunisti locali, occupandosi -
tra l'altro - delle battaglie dei disoccupati,
degli edili e soprattutto dei contadini, che
si vedono privati dei loro terreni per
favorire la realizzazione della terza pista
dell'aeroporto di Palermo proprio a Cinisi.
Sul finire degli anni '60
Nel 1968 prende parte alle prime occupazioni
e alle lotte studentesche, ma senza una
concreta convinzione, e in seguito aderisce
alla Lega, gruppo marxista - leninista.
All'inizio degli anni Settanta gli viene
proposto di trasferirsi al Cantiere Navale
a Palermo, ma rifiuta; per qualche tempo
consuma alcol in maniera eccessiva, ma torna
in sé nella primavera del 1972. In quel momento
aderisce alla proposta del gruppo del "Manifesto",
desideroso di godere di garanzie istituzionali,
ma la sconfitta elettorale lo getta nuovamente
nello sconforto.
Nell'autunno dello stesso anno Peppino
Impastato aderisce al Circolo Ottobre di
Palermo, contribuendovi in maniera attiva,
e poco dopo si avvicina a "Lotta Continua":
dopo avere conosciuto Mauro Rostagno, prende
parte alla maggior parte delle riunioni dei
quadri dell'organizzazione.
Radio, musica, cultura e la denuncia della mafia
Nel 1975 Impastato fonda Musica E Cultura, grupp
o che si occupa di teatro, musica, cineforum e
dibattiti culturali, diventando nel giro di breve
tempo un punto di riferimento molto importante per
i ragazzi di Cinisi: vi trovano spazio, tra l'altro,
il Collettivo Antinucleare e il Collettivo Femminista.
Pochi mesi dopo, Giuseppe dà vita a Radio Aut,
una radio libera autofinanziata attraverso la
quale egli denuncia gli affari e i delitti dei
mafiosi del posto, di Cinisi e Terrasini (che
tramite il controllo dell'aeroporto ricoprono
un ruolo molto importante nell'ambito degli scambi
di droga e dei traffici internazionali di sostanze
stupefacenti), e in particolare del capomafia Gaetano
Badalamenti: la trasmissione più seguita si chiama
"Onda pazza", impreziosita da uno stile satirico
che prende in giro politici e malaffare.
La politica in prima persona
Nel 1978 Peppino Impastato decide di candidarsi
alle elezioni comunali del suo paese nella lista
di Democrazia Proletaria; poco prima delle elezioni,
si occupa dell'esposizione di una mostra fotografica
che documenta la devastazione del territorio locale
messa in atto da gruppi mafiosi e speculatori.
L'assassinio
A soli trent'anni, nella notte tra l'8 e il 9 maggio
di quell'anno, Giuseppe Impastato viene assassinato:
il suo corpo viene martoriato da una carica di tritolo
collocata lungo i binari della ferrovia di Cinisi,
che congiunge Palermo a Trapani. Con il suo cadavere,
però, viene inscenato un attentato, in modo tale da
fare apparire Peppino Impastato come un attentatore
suicida, ma ciò non basta a compromettere la reputazione
e l'immagine di Impastato, che infatti pochi giorni
dopo, in occasione delle votazioni, viene
simbolicamente eletto al Consiglio comunale.
Benché la morte di Giuseppe a livello nazionale
passi quasi inosservata a causa della concomitanza
con il ritrovamento del corpo senza vita di Aldo
Moro a Roma, successivamente l'impegno di sua madre
Felicia e di suo fratello Giovanni farà sì che
l'inchiesta sul suo decesso (inizialmente archiviato
con una certa fretta come suicidio) venga riaperta:
nel 1984 l'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo
riconoscerà l'origine mafiosa dell'omicidio.
All'inizio degli anni Duemila, per l'omicidio di
Giuseppe Impastato, Vito Palazzolo viene condannato
a trent'anni di reclusione, mentre Gaetano Badalamenti
viene condannato all'ergastolo.
La memoria
Alla vita di Peppino Impastato è dedicato il film
"I cento passi" di Marco Tullio Giordana, con Luigi
Lo Cascio nel ruolo di Giuseppe. Il film ricostruisce
l'attivismo di Peppino; "cento passi" sono di fatto
la distanza che separava casa sua da quella
del boss Tano Badalamenti.
È nato nella terra dei vespri e degli aranci,
tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,
negli occhi si leggeva la voglia di cambiare,
la voglia di giustizia che lo portò a lottare,
aveva un cognome ingombrante e rispettato, di
certo in quell'ambiente da lui poco onorato,
si sa dove si nasce ma non come si muore e non
se un ideale ti porterà dolore. (Modena City Ramblers)
mercoledì 1 maggio 2024
Biografia:Nellie Bly
tratto da biografie
Elizabeth Jane Cochran nasce a Burrell,
nello stato della Pennsylvania, il 5
maggio 1864. È celebre con lo pseudonimo
di Nellie Bly, con la quale firmava i suoi
articoli giornalistici; è ricordata come la
prima giornalista investigativa . A lei si
deve il genere di giornalismo sotto copertura.
La sua storia è inoltre celebre per aver compiuto
un giro del mondo nel tempo record di 72 giorni,
emule del personaggio di Phileas Fogg, protagonista
del romanzo "Il giro del mondo in 80 giorni".
L'infanzia
Tredicesima di quindici figli,
suo padre Michael Cochran, giudice e
uomo d'affari, muore quando lei ha solo
sei anni. La madre si risposa con un uomo
che presto si rivela essere violento e dedito
all'uso di alcol. Elizabeth, ancora adolescente,
testimonia contro di lui durante il processo di
divorzio voluto dalla madre. Abbandona gli studi
per le difficoltà economiche famigliari e si
trasferisce a Pittsburgh dove tenta la carriera
di insegnante; ma il futuro le riserva un ruolo
che la proietterà nella storia del giornalismo.
Nellie Bly giornalista
Nellie Bly scrive bene, non si tira
indietro: fa nomi e cognomi, non la
scalfisce nulla. Lei parla nei suoi articoli
di operaie sfruttate, di lavoro minorile,
di salari. È lei la donna che cambia
la storia del giornalismo.
Tutto comincia nel gennaio del 1885.
Esce sul Pittsburgh Dispatch un editoriale
firmato da Erasmus Wilson: "A cosa servono
le ragazze" (What girls are good for).
L'articolo parla con toni infiammati delle
donne.
Del fatto che le ragazze pretendono di
studiare, di andare a lavorare e che
puntano a crearsi una carriera, mentre
il loro ruolo naturale sarebbe quello di
crescere i figli e badare alle faccende
domestiche. Le reazioni all'articolo sono
diverse, tra adesioni e proteste. Tra queste
c'è una lettera firmata da una certa "Orfanella
Solitaria" (Lonely Orphan Girl), che il direttore
George Madden legge con curiosità e ammirazione.
Convinto che si trattasse di un uomo, subito
il direttore gli risponde per offrirgli un
posto al giornale.
Così si presenta al giornale davanti agli
occhi del direttore una giovane di 21 anni,
bella e anche molto agguerrita, pronta ad assumere
l'incarico. La donna si chiama Elizabeth Jane Cochran,
in arte Nellie Bly. La ragazza scrive bene e non
teme nulla, ma è quasi inevitabile che insieme ad
apprezzamenti per le sue parole e alla notorietà,
non tardino ad arrivare per lei anche i guai.
Infatti, tra i finanziatori dei giornali ci
sono molti industriali di Pittsburgh, che sono
infastiditi dalle inchieste della donna che
parlano di operaie sfruttate, di lavoro minorile,
di salari. Da qui arrivano le minacce al direttore
del giornale: non saranno più disponibili a finanziarlo
se la giovane donna continuerà ad impicciarsi con
inchieste varie.
È il motivo che spinge Madden a correre ai
ripari spostando la giovane al giardinaggio.
Ma Nellie, insieme ad un articolo su una dama
vincitrice del premio per il miglior fiorito,
presenta una lettera di dimissioni.
In Messico
Poi si trasferisce in Messico e da lì fa la
corrispondente estera sempre per lo stesso
giornale, il Pittsburgh Dispatch, e scrive
dei bellissimi reportage di viaggio. Ma solo
per poco. Sei mesi dopo dalla partenza e
permanenza in Messico, esce un suo articolo
su come il presidente messicano Porfirio Diaz
abbia fatto incarcerare un giornalista dissidente.
Un articolo che segna la sua probabile espulsione
dietro una minaccia di arresto.
Un nuovo giornale
La giovane donna per non restare relegata
dentro le pagine del giardinaggio, decide
di bussare alla porta del The New York World,
il giornale di Joseph Pulitzer, che la prende
subito a lavorare con sé. Le assegna il primo
incarico: un reportage sulle condizioni in cui
vivono i malati mentali internati.
L'esperienza in manicomio
Nellie Bly si finge pazza per farsi rinchiudere
nel manicomio di Blackwell's Island. Ciò le permette
di raccontare i fatti così come sono. È la prima
volta in assoluto che qualcuno fa un azione del
genere e soprattutto che lo fa una donna. Nasce
così "Dieci giorni in un manicomio". Si tratta
di un resoconto emozionante, crudo, onesto del
trattamento che viene fatto ai malati mentali.
Il suo impatto con il manicomio è spaventoso.
I medici che mi condannano per quello che ho
fatto dovrebbero provare a prendere una donna
in perfetta salute, a rinchiuderla e lasciarla
seduta dalle sei del mattino alle otto di sera
su panche di legno, senza permetterle di parlare
o muoversi durante queste ore, senza darle
qualcosa da leggere e senza dirle nulla del
mondo di fuori, a darle pessimo cibo e un
trattamento rude. Dovrebbero fare tutto questo
e vedere quanto ci vuole per vederla diventare
pazza. Io dico che due mesi così la renderebbero
un relitto umano.
Riesce a resistere dieci giorni e a farsi
salvare dal suo giornale, raccontando tutto
ciò che ha visto con i suoi occhi. Dal reportage
si va ad un'inchiesta approfondita. Grazie a Nellie
Bly le situazioni in manicomio migliorano e
vengono pure aumentate le sovvenzioni.
La nascita del giornalismo sotto copertura
Si tratta di vero giornalismo investigativo e
lei è una delle prime persone ad essersene
occupata. Nellie è una donna ostinata, determinata
e molto coraggiosa che ha scritto in libertà
contro un mondo fatto di pregiudizi. È stata
la prima donna a creare un genere di giornalismo,
quello "sotto copertura".
La donna si fa arrestare per raccontare la
situazione dentro il carcere oppure si fa assumere
per pochi centesimi in posti orribili per
raccontarne la situazione lavorativa.
Nellie Bly e il giro del mondo
È solo nel 1889 che passa ad un'impresa non meno
impegnativa: riesce a convincere Pulitzer a farle
provare l'impresa raccontata da Jules Verne ne Il
Giro del mondo in 80 giorni. Parte e impiega
72 giorni: un record per quell'epoca. Va da sola
con due valigie. Così diventa la più celebre
giornalista del suo tempo. Ma Nellie Bly al suo
rientro viene accolta con una pacca sulla spalla
e nessuna promozione. Ecco allora che si licenzia
dal giornale. Poi torna sui suoi passi.
Gli ultimi anni
Allo scoppio della prima guerra mondiale,
diventa corrispondente di guerra: è la prima
donna a farlo. Nellie Bly muore a New York all'età di 57 anni
a causa di una polmonite. Poche settimane prima di
morire disse:
Non ho mai scritto una parola che non provenisse
dal mio cuore. E mai lo farò.
Nel 2015 è uscito un film ispirato
alla sua vita, dedicato alla sua esperienza
in manicomio, dal titolo "10 Days in a Madhouse",
di Timothy Hines.
mercoledì 24 aprile 2024
Le sette più pericolose del mondo:La famiglia Manson
TRATTO DA FARTICE
La comune "Famiglia" è stata organizzata
negli anni '60 dal maniaco Charles Manson.
Si immaginava un profeta e predisse che presto
ci sarebbe stata una guerra apocalittica tra le
razze bianche e nere, in cui i neri avrebbero vinto.
I suoi reparti, per lo più adolescenti infelici,
che hanno rotto con le loro famiglie, senza
sottomissione hanno presentato al loro idolo.
Nel 1969, i membri della "Famiglia" commisero
diversi omicidi inesplicabili e inquietanti di
persone innocenti. Tra le nove vittime c'è l'attrice
ventiseienne Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski.
I fanatici sono entrati nella casa dell'attrice
e si sono occupati di lei e dei suoi ospiti, e
poi hanno scritto la parola "Maiale" sul muro con
il sangue delle vittime. Sharon, che era incinta
di 9 mesi, ha inflitto 16 coltellate. Il suo assassino
immediato è Susan Atkinson, un fedele fan di Manson.
Al momento dell'omicidio, la ventenne Atkinson era
la madre di un bambino di un anno ...
Per l'organizzazione di crimini violenti,
Manson è stato condannato all'ergastolo
(al momento del processo, la pena di morte è
stata abolita in California). Ora ha 82 anni
ed è ancora in prigione.
mercoledì 10 aprile 2024
BIOGRAFIA:Madame de Pompadour
TRATTO DA BIOGRAFIE.
Jeanne-Antoinette Poisson, marchesa
di Pompadour, detta anche Reinette
("reginetta") è nota alla storia com
e Madame de Pompadour. Nobile francese,
fu la più celebre favorita del re Luigi XV
di Francia. Difese strenuamente i principi
della monarchia assoluta ma fu anche
simpatizzante dell'Illuminismo. Grazie alla
sua influenza cercò di spingere la Francia
verso il dispotismo illuminato. Ebbe notevole
importanza a livello politico: a lei si deve
la riuscita del rovesciamento delle alleanze,
con il quale la Francia si unì al Sacro Romano
Impero, unione che sarebbe stata suggellata nel
1770 dal matrimonio del Delfino Luigi Augusto
con l'arciduchessa Maria Antonietta d'Austria.
Madame de Pompadour ebbe notevole influenza
sulle arti, la moda, il teatro e la musica.
Dettò lo stile del suo tempo: di fatto fu la
donna francese più potente del XVIII secolo
Madame de Pompadour influente amante del re
Nasce a Parigi il 29 dicembre 1721 da Luise
Madeleine de La Motte, una ricca ereditiera
borghese, e da François Poisson (la paternità
della bambina non gli viene però attribuita).
La ragazza viene educata in convento. Frequenta
poi i salotti parigini dove si confronta con
artisti, letterati e filosofi.
A un ballo organizzato per festeggiare
le nozze del Delfino (Luigi Ferdinando
di Borbone con Maria Teresa Raffaella di Spagna),
conosce Luigi XV: diventa così la sua amante.
L'11 luglio 1745 Luigi le conferisce il
titolo di Marchesa di Pompadour; viene
riconosciuta come maîtresse-en-titre,
cioè amante ufficiale.
La presentazione a Corte avviene il
14 settembre: la sua condizione di amante
è nota a tutti, anche alla regina che non
ha da tempo rapporti con il re.
L'influenza di Madame de Pompadour sul
re si manifesta nelle elezioni a cariche
politiche e militari di parenti, amici e
conoscenti fidati.
Il potere di Madame de Pompadour diviene
noto anche a livello internazionale.
A tentare di diminuire la sua figura nella
famiglia reale ci sono la regina e i figli
del re; cercano di emarginare la Pompadour
non rivolgendole mai la parola, ma vengono
severamente redarguiti dal re.
L'amore per le arti
E' una grande amante degli spettacoli
teatrali così ottiene dal re il permesso
di organizzare una compagnia teatrale della quale
lei stessa fa parte. La marchesa nomina Direttore
Generale della compagnia il duca de La Vallière,
illuminista e protettore di Voltaire.
Il 30 dicembre 1747 va in scena L'enfant
prodigue di Voltaire; l'autore, invitato alla
rappresentazione, dedica ai due amanti alcuni
versi (sgraditi alla famiglia reale):
«Che la pace ai nostri campi insieme a Luigi
arrivi! Che siate entrambi di nemici privi E
insieme le preziose conquiste manteniate!»
Madame de Pompadour non si preoccupa delle
rivalità fra gli scrittori: accetta di buon
grado Voltaire come i rivali Moncrif e Crébillon.
Oltre a un'inclinazione per teatro e pittura
, Madame de Pompadour protegge (più o meno
segretamente) la pubblicazione dell'Encyclopédie
di Denis Diderot. Nel 1755 si fa ritrarre dal
pittore di corte Maurice Quentin de La Tour,
accanto al quarto tomo dell'opera.
Paradossalmente presta sostegno alle idee
illuministiche che poi contribuiranno a
scardinare la monarchia francese, pur nutrendo
una sincera ansia di salvarla.
I detrattori
La guerra di successione austriaca
si conclude nel 1748 con la pace di Aquisgrana.
Dopo tanti sacrifici essa sancisce tuttavia il nulla
di fatto.
Responsabile dell'esito deludente della guerra e
del cattivo andamento degli affari interni, oltre
al re di Francia, viene accusata la marchesa sua amante.
Alla fine del 1748 arriva a corte il duca di
Richelieu, pronipote del famoso cardinale. I
detrattori della marchesa nutrono in lui speranze,
pensando che non tolleri il dominio di Madame de Pompadour
sullo spirito del re. La solidità morale del duca però
si dimostra lontana da quella del celebre parente.
Viene scoperta una sua relazione con Madame de La Poplinière
(andava a trovarla all'insaputa del marito infilandosi
per il caminetto) che lo copre di ridicolo.
Intanto gli attacchi contro il re e soprattutto
contro la Pompadour, nella forma di libelli aumentano.
Ecco come recitava uno di questi:
Questa prostituta subalterna senza vergogna
lo governa davanti a lei si prosterna chi gli
orrori chiede all'insolente. Tutto davanti all'idolo
si piega il cortigian per lei s'impiega e servendo
questa vera strega diviene sempre più indigente
In questo periodo, e a causa delle agitazioni
sociali, la marchesa ha il terzo degli aborti
spontanei.
Alla fine del 1749 Pompadour si trasferisce
in un nuovo appartamento, al piano terra del
Castello di Versailles, sotto quello reale;
esso comunica con quello del re per mezzo
di una scala a chiocciola.
L'influenza politica
La passione amorosa fra Luigi e la marchesa
non dura nel tempo, ma rimangono intatte una
solida amicizia e la complicità; così Madame
de Pompadour mantiene inaltera la sua influenza
sul re, divenendo di fatto il suo principale
consigliere politico.
Dopo il 1750 ottiene dal re il titolo
di duchessa.
Benché ormai non sia più amante reale,
la duchessa Pompadour è per tutti regina di fatto.
Madame de Pompadour prende la sua prima iniziativa
politica facendo nominare il conte de Choiseul-Stainville
ambasciatore a Roma: il suo intento è quello di
appianare la tensione esistente fra la Francia e
lo Stato Pontificio dopo l'esilio, decretato da
Luigi XV, dell'arcivescovo di Parigi, Christophe
de Beaumont.
La Francia, la Prussia e Madame de Pompadour
Il conflitto con la Prussia di Federico II,
che mira a spegnere l'influenza dell'impero
asburgico sulla Germania, aveva messo in movimento
la diplomazia austriaca. Maria Teresa d'Austria e
il cancelliere Wenzel Anton von Kaunitz-Rietberg,
già ambasciatore imperiale a Parigi e buon
interlocutore di Pompadour, contattano la duchessa
al fine di ottenere un avvicinamento dei due Paesi, divisi
da secoli di rivalità, proprio in funzione anti-prussiana.
L'iniziativa diplomatica dell'Austria viene accolta
con favore dalla Pompadour, e va a buon fine.
Il 1º maggio 1756 viene così firmato il trattato
di Versailles con il quale l'Austria vede
garantiti dalla Francia i suoi possessi nei
Paesi Bassi; in cambio conserva la propria
neutralità nel prossimo conflitto anglo-francese,
mentre si sarebbero portate aiuto nel caso di
attacco di una terza potenza.
L'accordo è vantaggioso per l'Austria, il cui
contributo nel conflitto anglo-francese sarebbe
stato nullo, mentre oneroso per la Francia (così
dimostrerà la guerra dei sette anni).
L'ambasciatore von Starhemberg scrive a Vienna
che dalla Pompadour:
dobbiamo aspettarci tutto. Vuole essere
stimata e in effetti lo merita. La vedrò più
spesso e più confidenzialmente quando la nostra
alleanza non sarà più un mistero. Per quell'epoca
vorrei avere delle cose da dirle che la lusinghino
personalmente.
La morte
Jeanne-Antoinette Poisson, Madame de Pompadour,
muore il 15 aprile 1764 a Versailles a causa
di un edema polmonare acuto. Aveva solo 42 anni.
Muore prima di veder realizzati i frutti del suo operato.
L'ultimo privilegio che le viene accordato è
quello di rimanere a Versailles: era severamente
vietato ai cortigiani di morire nel luogo in cui
risiedeva il re e la sua corte.
Si narra che, considerato il maltempo al momento
della partenza della salma per Parigi, Luigi XV abbia commentato:
La marchesa non avrà bel tempo per il suo viaggio.
e vedendo il corteo allontanarsi senza aver potuto
rendere ufficialmente omaggio a colei che così
a lungo era stata la sua confidente, abbia mestamente
dichiarato:
Ecco l'unico omaggio che ho potuto renderle.
La storica nobile di Francia viene infine sepolta
a Parigi nella cappella del convento dei Cappuccini.
Madame de Pompadour nella cultura
Madame de Pompadour è oggetto di versetti
satirici che Thomas Mann fa recitare al poeta
di Lubecca, Jacques Hoffstede, uno dei personaggi
del suo primo romanzo, "I Buddenbrook".
Nel campo della moda il nome Pompadour è
associato a un tipo di acconciatura in
voga negli anni '50. I tacchi Pompadour
sono un tipo di tacco rialzato per scarpa.
martedì 26 marzo 2024
BIOGRAFIE:Ettore Majorana
TRATTO DA BIOGRAFIE
Ettore Majorana, nato il 5 agosto 1905
e laureatosi in fisica nel 1928, fu
tra i più promettenti allievi di Enrico Fermi.
Il suo nome divenne un caso internazionale
a causa della sua improvvisa scomparsa, che avvenne
il 27 marzo 1938. Della sua scomparsa ebbe a
interessarsi persino Mussolini e l'evento divenne
un enigma nazionale ad oggi oggi acnora insoluto.
Le ipotesi avanzate furono molte: chi disse
che fosse morto suicida, chi avanzava l'ipotesi
fantasiosa che fosse rapito da qualche Paese che
conduceva studi atomici; altri invece ritennero che
si fosse rifugiato in un convento o che fosse
addirittura diventato, volontariamente, un mendicante.
Naturalmente, anche dal punto di vista familiare fu
una tragedia. La madre si rifiutò sempre di vestire
abiti luttuosi, aspettando sempre il suo ritorno.
Proveniente dalla schiatta dei Majorana-Calatabiano,
la sua era una famiglia illustre, discendente
dal ramo cadetto dei Majorana della Nicchiara;
con metafora poetica si potrebbe dire che a
quest'ultima andarono il blasone gentilizio e
le ricchezze terriere mentre alla prima tutti
i beni tipici e preziosi dell'intelligenza.
Ettore è l'ultimo di cinque fratelli, che si
distingueranno tutti in qualche campo particolare,
chi nella giurisprudenza, chi nell'amministrazione
dello Stato, chi ancora in fisica.
Ettore Majorana è senza dubbio l'outsider del
gruppo, un vero e proprio genio della fisica.
Estremamente precoce ma anche eccentrico e
con squilibri caratteriali preoccupanti che
giocheranno un ruolo determinante nella sua
fuga dal mondo (ammesso che di fuga si sia trattato).
Ettore è pervaso da misantropia radicata ed
è anche perennemente ombroso, pigro e dal
carattere spigoloso.
Anche la sua carriera universitaria non è del
tutto lineare. Dopo un primo approccio con
ingegneria, si laurea in fisica nel 1929 con
una tesi sulla teoria quantistica dei nuclei radioattivi.
Sotto la guida di Enrico Fermi si occupa
di spettroscopia atomica e successivamente
di fisica nucleare.
Con Orso Mario Corbino, Emilio Segré e Edoardo Amaldi
entra a far parte del gruppo dei "Ragazzi di via Panisperna",
il gruppo di geni che ha fatto la storia della fisica italiana.
Le più importanti ricerche di Ettore Majorana
riguardano una teoria sulle forze che assicurano
stabilità al nucleo atomico: egli per primo avanzò
l'ipotesi secondo la quale protoni e neutroni,
unici componenti del nucleo atomico, interagiscono
grazie a forze di scambio.
La teoria è tuttavia nota con il nome del
fisico tedesco Werner Heisenberg che giunse
autonomamente agli stessi risultati e li diede
alle stampe prima di Majorana.
Nel campo delle particelle elementari Majorana
formulò una teoria che ipotizzava l'esistenza
di particelle dotate di spin arbitrario,
individuate sperimentalmente solo molti anni
più tardi.
Dal 1931, conosciutosi il suo straordinario
valore di scienziato, è invitato a trasferirsi
in Russia, a Cambridge, a Yale, nella Carnegie
Foundation, ma a questi inviti oppone il suo rifiuto.
Dopo aver soggiornato a Lipsia e a Copenaghen,
rientra a Roma, ma non frequenta più l'istituto
di fisica. Al concorso nazionale per professore
universitario di Fisica, bandito nel 1936, non
vuole partecipare, nonostante la segnalazione fatta
da Fermi a Mussolini. Si trasferisce da Roma a Napoli
(albergo "Bologna") nel 1937, dove accetta la nomina
per meriti speciali a titolare della cattedra di Fisica
teorica all'Università di Napoli. Si chiude in casa
e rifiuta persino la posta, scrivendo di suo pugno
sulle buste: "Si respinge per morte del destinatario".
Ettore Majorana si lascia persuadere a intraprendere -
è il mese di marzo 1938 - un viaggio di riposo,
Napoli-Palermo. A Palermo alloggia all'albergo "Sole",
ma vi trascorre solo mezza giornata; la sera viene
visto sul ponte del piroscafo all'altezza di Capri
ma a Napoli non arriverà mai.
La commissione di inchiesta che intraprende le
indagini scarta l'ipotesi che Majorana si sia
lanciato in mare, avanzando invece la supposizione
che si sia trasferito segretamente all'estero.
Ad uno dei suoi più stretti confidenti Ettore Majorana
disse: "Non mi condannare perché non sai quanto soffro".
Per approfondimenti sulla vicenda
di Ettore Majorana
Erasmo Recami, "Il caso Majorana - epistolario,
documenti, testimonianze", Di Renzo Editore
Ignazio Licata, "Majorana Legacy in Contemporary
Physics Editor", Di Renzo Editore
mercoledì 6 dicembre 2023
ALCUNI consigli di Papa Francesco per essere felici
1 – Vivi e lascia vivere
Il Papa ha spiegato che ognuno dovrebbe
avere come guida questo principio, che a
Roma è riassunto nell’espressione
"Campa e lascia campare".
"Vai avanti e lascia che gli altri
facciano altrettanto".
2 – Donati agli altri
Le persone, ha spiegato il Papa,
hanno bisogno di essere aperte e generose
verso gli altri perché "se si chiudono
in loro stesse corrono il rischio di
diventare egoiste. E l’acqua stagnante
diventa putrida in fretta".
3 – Procedi con calma
Per spiegare questo punto, Papa Francesco
ha usato il personaggio di un romanzo
di Ricardo Güiraldes, in cui il protagonista
– Don Segundo Sombra gaucho – guarda indietro
e rilegge la sua vita: "Dice che in gioventù
era un torrente pieno di pietre che si
portava dietro tutto, da adulto era un
fiume impetuoso, e in età avanzata si muoveva
ancora, ma lentamente". Ha detto che gli piace
quest’ultima immagine, quella di una pozza d’acqua
calma, perché rappresenta "la capacità di muoversi
con gentilezza e umiltà, una calma nella vita".
Gli anziani hanno questa saggezza,
"sono la memoria del popolo".
4 – Preserva il tempo libero
Il Papa ha citato l’arte, la letteratura
e il fatto di trovare del tempo per giocare
con i propri figli. "Il consumismo ci ha portati
all’ansia di perdere una sana cultura del tempo
libero". Ha detto che bisogna spegnere il televisore
quando ci si siede a mangiare: anche se la televisione
è utile per tenersi aggiornati, a tavola impedisce
"di comunicare" con gli altri.
mercoledì 1 novembre 2023
1 novembre, Festa di tutti i Santi.
tratto da redazione VATICANO.COM
Il primo novembre di ogni anno la Chiesa
festeggia tutti i suoi Santi, non soltanto
i Santi conosciuti, ma anche tutti quei Santi
anonimi che in silenzio, nella vita di ogni giorno,
hanno praticato la pienezza del Vangelo. Una festa
che invita alla speranza.
Nel Calendario liturgico la Chiesa Cattolica e
la Chiesa Ortodossa chiamano questa festa
Solennità di Ognissanti o Solennità di tutti i Santi.
Cosa significa questa Festa per la Chiesa?
I Santi si festeggiano ogni giorno uno o più
per volta e, visto che quelli riconosciuti dal
Vaticano sono più di 365, la Chiesa ha deciso di
celebrare in un giorno a loro dedicato tutti i
Santi e i Martiri indistintamente, per le loro
vite e le loro gesta.
La festa di Ognissanti è diventata parte del
calendario cattolico e di quello civile grazie
a Papa Gregorio IV che nell’anno 835 dopo Cristo,
chiese al re dei Franchi Ludovico I di proclamarla
come festa di precetto, questo l’1 novembre di ogni anno.
Questa ricorrenza affonda le sue origini nell’era
paleocristiana, il giorno però non ricorreva in autunno,
ma in primavera.
Secondo la tradizione religiosa cattolica e ortodossa,
i Santi sono il riflesso della gloria e della
santità di Dio, modelli dalle cui vite va tratto
esempio e insegnamento, nonché intercessori verso
Dio per chi li consulta e prega.
Per questo il primo novembre si ricorda quanto
importanti siano le loro testimonianze di fede,
coraggio e lealtà verso il Signore.
Ma come mai proprio il primo giorno del mese di
novembre è stato scelto per ricordare e onorare
i nostri Santi? Ci sono opinioni contrastanti in
proposito.
Per alcuni antropologi vi è un nesso tra la festa
celtica di Samhain, dalla quale ha avuto origine
Halloween, e quella di Ognissanti.
Secondo le credenze dei celti, la notte del capodanno
celtico Samhain, tra il 31 ottobre e il primo novembre,
i defunti fanno ritorno dall’oltretomba sulla terra.
La Chiesa ha voluto fissare la festa di tutti i Santi
il primo novembre, questo sembrerebbe per “cristianizzare”
una ricorrenza che non apparteneva per nulla alla religione
cattolica, ma che era molto sentita e praticata da diverse
popolazioni che vivevano in Europa.
Sempre per questo motivo si capisce il perché della
scelta della Chiesa di festeggiare i defunti a
distanza di sole 24 ore da quella dei Santi,
infatti il 2 novembre è la Festa dei morti
in gran parte dell’Europa.
mercoledì 28 giugno 2023
CURIOSITA' DAL MONDO.
TRATTO DA CURIOSITA' DAL MONDO.
Il dessert più costoso al mondo costa ben 25
mila dollari, si tratta di un gelato al cioccolato
realizzato con alcune delle più rare varietà di cacao
e 23 carati di oro commestibile
2)Secondo alcuni dati del 2008, la Cina è
il maggior produttore di tè al mondo, ne produce
più di 1,2 milioni di tonnellate all’anno
3)Il 20 aprile tradizionalmente viene associato
alla figura mitica di Cangjie, il presunto inventore
dei caratteri cinesi
4)Il 5 maggio è la giornata mondiale delle Ostriche.
Questa ricorrenza viene celebrata da più di 50 paesi
in tutto il mondo fin dal 1991
5)Le zanzare preferiscono i colori scuri pertanto
una precauzione da prendere per evitare questi insetti
è prediligere indumenti dai colori chiari poiché il
nero ed i colori scuri in genere le attirano
maggiormente
6)Nel 1956 nasce un esame medico importantissimo
che permette di scoprire se il nascituro ha gravi
malformazioni: l’amniocentesi
7)Il famoso pittore rinascimentale Raffaello Sanzio,
era ossessionato dal cibo che mangiava. La sua ossessione
era talmente grande che teneva perfino un diario
alimentare dove appuntava ciò che ingeriva
mercoledì 19 aprile 2023
misteri:SERIAL KILLER-COLLEEN STAN, SETTE ANNI NELL’INFERNO DI CAMERON HOOKER.
TRATTO DA IL PARANORMALE.COM
Lo si dice sempre: affinché un rapporto
tra due persone persista nel tempo c’è
bisogno di complicità, di affinità, di
condividere pensieri, emozioni e desideri.
Questa frase però, inserita nel contesto
delle coppie criminali fa decisamente
scappare da ridere. Cosa spinge una donna
(ma non è sempre così, a volte capita anche
al contrario) ad accettare un rapporto in cui
il proprio uomo imprigioni, stupri, torturi
e arrivi anche ad uccidere un’altra donna? Cosa
le fa pensare che lei non faccia la stessa fine
e cosa le passa per la mente quando, pur di
assecondarlo, lei stessa infierisce sulla vittima?
Non sono la persona più adatta a rispondere,
ma certamente casi come quello di cui sto per
parlarvi devono far riflette su quanto strana
sia la psiche umana. Tutto ruota attorno a Cameron
e Janice, una coppia apparentemente normale e
felice californiana con addirittura una bambina
avuta da poco.
Cameron Hooker nacque ad Alturas, sempre in
California, il 5 novembre 1953. Era
conosciuto come un ragazzo molto introverso,
non bello, magrissimo e occhialuto:
la classica vittima dei bulli. In
compenso a scuola era ritenuto quasi
un genio, brillante in ogni materia e
un ragazzo dall’immaginazione davvero
spiccata. Forse proprio quell’essere
silenzioso e schivo lo costrinse a
lasciare la scuola prima del diploma
per finire a lavorare in una segheria
locale, dove si scontrò con la rude
vita operaia di uomini grossolani e
piuttosto materiali.
Col tempo si abituò a quella vita fin
troppo, limitando le sue lettura a
giornaletti pornografici e a videocassette
hard che guardava nelle pause o durante
il lavoro; le sue fantasie si moltiplicarono
velocemente arrivando a preferire scene
di sesso estremo, bondage, sadomaso e
dominazione totale, fino a provare un
morboso interesse per le torture. Non
sto parlando di un trentenne: quelle
idee le aveva già a soli 19 anni,
quando incontro la timida quindicenne
Janice (il cognome non è noto).
Janice non era particolarmente bella,
era timida e aveva una bassa autostima:
la preda ideale per uno come Cameron. Tra
di loro nacque una relazione sin da subito
molto strana: lei era contenta di
accompagnarsi ad un bel ragazzo con
una macchina tutta sua e farsi vedere
dalle amiche, lui riuscì a convincerla
a sperimentare tutto quello che aveva
fino ad allora solo visto sulle riviste.
Hooker un giorno la portò in un bosco
e decise di capire fin dove potesse
arrivare con lei: la legò ad un albero,
le tagliò i vestiti e iniziò a picchiarla
con violenza. Janice, sebbene sconvolta
dalla paura e dalla vista del sangue
(sì, lui la ferì diverse volta con una frusta),
aveva più paura di perdere lui e tornare ad
essere una ragazza invisibile, così si
dimostrò obbediente e soddisfò i desideri
del suo ragazzo. Non c’era più dubbio:
Cameron aveva trovato la sua anima gemella.
I due si sposarono nel 1975, presero in
affitto una casa a Red Bluff e lì Cameron
sfogò la sua perversione e il suo sadismo,
fino probabilmente a causare nella donna
una reazione negativa. Decise allora di
darsi una calmata e provò alcuni mesi a
comportarsi in modo meno aggressivo.
Nuovamente i due trovarono una sorta
di accordo malato: Janice voleva una
vita “normale” e desiderava un bambino,
lui voleva invece dare sfogo alle sue
perversioni senza freno; la soluzione
era inserire nella coppia una terza
persona, una ragazza che subisse il
volere di Cameron mentre Janice
allevava i figli e manteneva un
basso profilo.
Janice accettò di lasciare a Cameron
una schiava a patto che Cameron non
avesse rapporti sessuali con lei.
Molti criminologi hanno cercato di
giustificare il comportamento che
questo momento Janice ebbe e hanno
sminuito le sue colpe riducendola a
interventi marginali e “scusabili”
dalla sua paura che Cameron la lasciasse
e se ne andasse di casa. Lei stessa
nella sua confessione disse che era
disgustata dal comportamento del marito,
ciò nonostante vennero trovate moltissime
prove che lei partecipò alle violenze,
agli stupri e alle umiliazioni che
inflisse il marito alle prigioniere. Oltre
a questo giocò un ruolo fondamentale per
attirare le vittime di Hooker e più
volte si eccitò sessualmente nell’assistere
alla dimostrazione di potere del marito
sulle loro vittime.
Nel gennaio 1976 i due diedero un
passaggio ad una 18enne di nome
Marliz Elizabeth Spannhake, che
raccolsero nella vicina città di
Chico. la ragazza stava andando a
casa dopo una festa e si aspettava
che la coppia la riportasse a casa,
ma Camaeron guidò per oltre mezzora
fino a condurla in un bosco isolato
dove nessuno l’avrebbe sentita urlare.
Lì Cameron la stordì con diversi pugni,
poi la legò e le chiuse la bocca legando
le mascelle con la cinghia; infine bloccò
la sua testa in una scatola di cartone
che aveva progettato per un suo gioco
sessuale. Dopo averla violentata e
torturata i due la caricarono di nuovo
in macchina e la portarono a casa loro,
dove arrivò priva di sensi.
A casa la portarono in cantina, la
denudarono e l’appesero per i polsi
al soffitto. Quando la ragazza si riprese
i due le dissero che ogni volta che avesse
urlato o pianto Cameron ci sarebbe andato
sempre più pesante, a costo di ucciderla.
La ragazza era terrorizzata e riuscì a
resistere solo alcuni giorni: non si
sa esattamente come successe perché sul
suo caso sono stati forniti pochissimi
dettagli, ma secondo ciò che disse Janice
il suo compagno, sentendo la ragazza urlare
a squarciagola quasi tutto il giorno, una
notte disse a Janice che voleva una schiava
silenziosa; sta di fatto che Cameron alla
ragazza tagliò le corde vocali e quando
si rese conto che la ragazza stava
soffocando le sparò con una pistola in
pancia diversi colpi uccidendola.
Il giorno dopo gli Hooker caricarono
il cadavere in auto e lo seppellirono
in montagna in una fossa nel terreno.
I resti non vennero mai ritrovati perché.
sebbene Janice in cambio di uno sconto
della pena condusse gli inquirenti sul
posto, non riuscì a ritrovare il luogo
esatto dove seppellirono la ragazza.
Di conseguenza non vi furono prove
sufficienti per incriminare Cameron
Hooker di omicidio durante il processo.
La coppia ebbe la prima figlia e sembrò
darsi una calmata, fino all’anno successivo
quando iniziò una delle storie più atroci mai
vissute. Sì, questo era solo l’introduzione
al caso di Colleen, soprannominata
“The Girl in the Box” (troverete molto
a riguardo cercando in rete).
Era il 19 maggio del 1977 e Colleen Stan
(è un nome fittizio per tutelarla oggi), d
i soli 20 anni, faceva l’autostop tra
Eugene e Westwood, al confine tra Oregon
e California del Nord. Stava cercando
di raggiungere un amico che festeggiava
il suo compleanno. Ebbe la sfortuna di
ricevere un passaggio da parte delle
persone sbagliate.
Collen anni dopo la conclusione della
vicenda affermò che quando la macchina
si fermò notò Cameron, Janice e la loro
bambina sul seggiolone dietro: la tipica
famiglia amorevole e di cui nessuno
sospetterebbe.
La giovane coppia le offrì un passaggio
sulla loro Dodge Colt blu ed entrambi
sembravano persone miti e rassicuranti:
l’uomo era pacato nei comportamenti e lei
era la tipica madre apprensiva per la piccola
e dal volto acqua e sapone.
Colleen chiacchierò con gli Hookers
amabilmente, fino a quando Cameron iniziò
a parlarle di incidenti che capitavano
agli autostoppisti, del fatto che molti
sparivano nel nulla o li trovavano morti.
Quando Cameron si fermò all’autogrill
per fare carburante Colleen disse che
doveva andare in bagno e si convinse
a cercare qualcun altro che le desse
un passaggio, ma poi ci ripensò dato
che entrambi gli Hooker dopo tutto erano
stati molto gentili con lei. Si convinse
semplicemente che Cameron avesse fatto u
na qualche battuta che lei non aveva
afferrato e che non ci fosse alcun
pericolo nel proseguire il viaggio con loro.
Gli Hookers avevano comprato delle
barrette di cioccolato e gliene offrirono
una: Colleen disse che in quel momento si
era sentita perfino in colpa per i suoi dubbi.
La macchina ripartì e poco dopo Cameron
disse che in quella zona c’erano delle
spettacolari grotte di ghiaccio che sognava
di vedere da molto tempo: le chiese
di poter fare una piccola deviazione
e le promise di ripartire poco dopo
e di portarla a destinazione. Colleen
non fece obiezioni, ma quando Cameron
raggiunse un luogo sufficientemente
isolato, fermò l’auto scese dalla macchina
e puntò un coltello alla gola della ragazza
ordinandole di mettere le mani sopra la testa.
Janice le ammanettò le mani dietro la
schiena, poi la bendò in modo che non
vedesse il percorso che avrebbero fatto,
le serrò le mascelle con la cinghia legata
sulla testa e le inserì la testa nella famosa
scatola (di legno questa volta) progettata
per gli scopi sessuali del marito.
A cosa serviva la scatola? Semplicemente
a bloccarle il collo, a chiuderla nel buio
più completo e a insonorizzare le sue urla.
Metodi del genere, come vedremo tra poco,
servirono a Cameron per isolarla dalla
ealtà e assoggettarla al proprio volere
privandola dei sensi fino a farle una
specie di lavaggio del cervello: l’essere
privati di uno o più sensi per lungo
periodo provoca in una persona, se non
la pazzia, una reazione di totale
abbandono sul quale si gioca per
manipolare i pensieri.
La coppia di sequestratori attese
la tarda sera per rientrare in casa,
in modo che nessuno passasse per strada
e i vicini non spiassero le loro azioni.
La ragazza venne portata in soffitta,
ma le venne lasciata la scatola sulla
testa e le manette, in modo che sentisse
cosa succedeva attorno, ma non vedesse
nulla; gli Hooker cenarono e poi Cameron
la portò in cantina dove legò una delle manette
ad un tubo e la spogliò completamente. Poi
le tolse la scatola, lasciandola però bendata,
e iniziò a frustarla: ad ogni frustata lui
le dettò le sue regole, e cioè di non urlare,
non piangere, non desiderare di essere
rilasciata, non strattonare le manette,
ecc.. Ogni volta che una frustata la
faceva urlare o piangere Cameron gliene
dava un’altra ancora più forte, ogni volta
che lei faceva ciò che lui diceva lui la
“premiava” con piccole comodità, come
sostituire le manetta con polsini di pelle
(molto meno dolorosi), fornirle un rialzo
di legno per non lasciarla a pieni nudi
sul pavimento, abbassare l’attacco delle
sue braccia in modo che potesse riposare
e non rimanesse appesa… In pratica iniziò
una sorta di rieducazione fatta di punizioni
o premi a seconda del suo comportamento.
Sin dalla prima sera la ragazza, seppur
bendata, fu costretta ad ascoltare i gemiti
della coppia che faceva sesso in sua presenza.
Attraverso il bordo inferiore della benda
vide più volte una rivista pornografica di
fronte a lei nella quale sembrava esserci
una donna nuda nella stessa posizione in
cui veniva messa lei per soddisfare la
perversione di Cameron: in pratica l’uomo
apriva una rivista sado-maso, cercava una
fotografia che lo eccitava,e faceva assumere
a Colleen la stessa posizione.
Collen per la notte veniva messa in una
cassa di legno, molto simile ad un scatolone;
le venivano legate le caviglie e Cameron
le stringeva il ventre con una cintura
in modo che respirasse solo quel tanto da
sopravvivere, ma non per sviluppare la
forza necessaria a liberarsi.
Dal giorno della cattura in poi ciò c
he passò Colleen possiamo solo immaginarlo:
la ragazza parlò di ogni tortura possibile,
come oggetti che davano la scossa elettrica,
altri che la pungevano o la graffiavano,
corde legate ovunque, oli e misture viscide
sul suo corpo, cera e tutto ciò che umiliante
era possibile infliggerle.
Per la maggior parte del giorno la ragazza
era in balia dell’uomo e spesso anche di notte
lui tornava per toccarla o abusare di lei.
Durante i pasti Cameron restava con lei nella
cantina e le slegava i polsi permettendo di
mangiare, ma senza toglierle la benda. Se
lui le diceva di mangiare lei doveva
obbedire senza fare domande, altrimenti
veniva schiaffeggiata o frustata; se
lui diceva che doveva dormire lei doveva
farlo, ecc.
Per settimane durante il giorno Collen
venne tenuta legata al tubo, nuda e con
le gambe e braccia divaricate e legate a dei
ganci al suolo e al soffitto. Era sempre bendata,
imbavagliata e di notte chiusa nella cassa
senza poter muoversi o cambiare posizione.
In quel tempo riuscì a misurare il passare
del tempo studiando gli eventi regolari che la
coppia sembrava eseguire per routine: riceveva
un pasto al giorno, a volte i loro avanzi, dopo
cena che i coniugi facevano sempre alle 20; i
suoi bisogni dovevano essere anch’essi calcolati
e diventare routine a certe ore, altrimenti
veniva punita; era mattina quando sentiva l’auto
dei vicini partire e pomeriggio quando in cantina
scendeva Cameron.
Dopo tre mesi in quelle condizioni terribili
Colleen iniziò ad avere un cattivo odore, così
Janice convinse Cameron e farle fare un bagno:
l’uomo le legò le mani dietro la schiena, le mise
del nastro adesivo sulla bocca e sugli occhi sopra
la benda e portò di peso la prigioniera al piano
di sopra. Quella, forse. fu la prima volta che
Cameron e Janice scattarono fotografie della
ragazza. Janice la lavò e la pettinò, poi
in un momento in cui Cameron si allontanò le
disse che aveva pietà per il dolore che provava
e per il fatto che fosse il “giocattolo” del
marito, ma che era necessario perché non voleva
essere lei a passare le pene di Colleen.
Janice nell’interrogatorio affermò che
trovò un lavoro nella Silicon Valley in
una società di elettronica e che fece pressioni
su Cameron per passare con lui alcuni giorni a
settimana dalla sorella e indebolire i legami
tra Cameron e Colleen; su questa dichiarazione
ed altre simili si basò la difesa di Janice Hooke
per farle ottenere un ampio sconto della pena
e farla figurare più vittima che carnefice.
Dovettero passare mesi prima che Cameron e Janice
si decisero a toglierle la benda: quel giorno
Colleen impiegò diversi minuti prima mettere
a fuoco le figure davanti a se. Le vennero
quindi dettate le nuove regole per sopravvivere
e mantenere quelli che secondo la coppia erano
dei privilegi: Cameron doveva essere chiamato
“Padrone” e Janice “Signora”: avrebbe iniziato
a imparare da Janice a ricamare e ogni volta
che avrebbe fatto innervosire uno dei due s
arebbe stata punita con scosse elettriche.
Janice, seppure sfogando le sue frustrazioni
su Colleen con diverse punizioni e torture,
ben presto iniziò a capire che la ragazza
stava prendendo il suo posto nella vita di
Cameron, non solo nelle perversioni sessuali,
ma anche nella vita di tutti i giorni: Cameron
passava gran parte della giornata nella cantina
e spesso anche di notte abbandonava il letto
coniugale per andare da Colleen. Colleen,
ironia della sorte, nonostante fosse da mesi
deperita e seviziata, era più attraente di
lei e stava fornendo a Cameron l’eccitazione
sessuale che lei non riusciva più a dargli.
E fu allora che capì che suo marito aveva
iniziato a violentare Colleen più volte al
giorno e capì anche perché da qualche tempo
aveva rinunciato ad accompagnarla dalla
sorella e se ne stava a casa mentre lei
lavorava e non poteva tornare a controllare.
Per di non perdere il marito gli parlò e
accettò che lui avesse rapporti sessuali
con Colleen, a patto che Cameron fosse più
presente in casa e che le desse un secondo
figlio di cui si sarebbe occupato anche lui.
Nel 1978 nacque la seconda figlia della coppia
e Cameron in una certo senso acconsentì a
assare meno tempo con Colleen.
Cameron Hooker ebbe modo di sperimentare
nel reale tutte le scene descritte nella sua
vasta collezione di riviste pornografiche,
immagini e letteratura. Anche se Hooker
distrusse gran parte del materiale prima
del suo arresto, fornì agli investigatori
una panoramica spaventosamente chiara
di tutte le torture che inflisse alla sua vittima.
Non mi soffermo più sui dettagli perché
credo di aver dato un’idea, anche se parziale,
dell’inferno in cui fu calata Colleen. Andiamo
rapidamente alla fine della storia.
Man mano che il tempo passava quei metodi
brutali e sempre costanti come una routine
ebbero l’effetto sperato da Cameron: Colleen
divenne un pupazzo nella mani della coppia,
al punto che la slegarono e la tennero diversi
giorni in casa sotto stretta osservazione.
La ragazza non tentò mai la fuga e iniziò
ad obbedire come un cane ad ogni loro rodine.
Il massimo della soddisfazione Cameron la ottenne
con un gesto che ha dell’incredibile: mentre
Janice era al lavoro Cameron portò Colleen
dai genitori e si presentò come suo nuovo fidanzato,
dicendo loro che era sua intenzione lasciare
Janice e risposarsi con lei. Quella messa in
scena trovò supporto in Colleen che non osò
raccontare ai suoi familiari della terribile
situazione in cui viveva e che si fece fare
una foto in cui abbracciava felice il suo aguzzino.
Piccolo pensiero personale: ma possibile
che i genitori, che non avevano notizie della
figlia da oltre un anno, non abbiano fanno
nulla nemmeno per cercarla? E come è possibile
che una volta vista tornare a casa non
abbiano nemmeno avuto un sospetto o si
siano informati su chi fosse Cameron Hooker?
Vabbè, andiamo avanti. Colleen divenne
una schiava in tutto e per tutto in casa Hooker,
fino al punto di divenire “troppo servizievole” per
Cameron che iniziò a stancarsi di lei. Sette anni
dopo il rapimento Colleen, pur facendo tutto ciò
che le veniva detto, era diventata come Janice e
Cameron si mise in cerca di un’altra ragazza che
si dimenasse, urlasse e piangesse in modo da
istruirla e divertirsi a violentarla e torturarla.
In effetti sia Janice che Colleen erano fin
troppo remissive e lui aveva perso interesse
per l’una e per l’altra. Quando ebbe la
sfrontatezza di informare Janice che voleva
cercare un’altra ragazza da schiavizzare Janice
reagì malissimo e decise di aiutare Colleen a
fuggire.
Nel 1984 Janice condusse Colleen dalla polizia
e la ragazza ebbe modo di denunciare entrambi
per tutto ciò che aveva subito.
Nell processo del 1985 Janice testimoniò contro
il marito in cambio di immunità totale. Cameron
Hooker venne condannato a consecutive aggressioni
a sfondo sessuale, sequestro di persona e stupro,
violenza, minacce per un totale di 104 anni di
reclusione. Non potrà beneficiare della libertà
vigilata fino al 2023. Il 16 aprile 2015 chiese
la revisione del caso, ma gli venne negato e gli
venne negata la richiesta di un’altra udienza fino al 2022.
Una volta tornata a casa, Colleen continuò
gli studi di contabilità, si sposò ed ebbe una bambina.
Ha aderito una organizzazione per aiutare le donne
vittime di abusi e sia lei che Janice hanno
cambiato il loro cognome, ma si crede che
continuino a vivere in California.
FONTE: Misteri dal Mondo –
Credere Per Vedere
giovedì 9 marzo 2023
MISTERI:JANET, LA BAMBINA CHE ANDÒ SU VENERE.
TRATTO DA IL PARANORMALE.COM
Tra i contattisti di tutto il mondo
una buona parte afferma che gli alieni
che visitano il nostro pianeta vengano
da molto più vicino di quanto
immaginiamo, addirittura dall’interno
del sistema solare. Tra questi
poi una parte afferma che ci siano
basi tecnologiche sul pianeta Venere
e che molte delle navicelle che
vediamo sfrecciare nei nostri cieli
proven…gano da lì.
Questa corrente di pensiero è una
delle più antiche e uno dei maggiori
esponenti della teoria della civiltà
venusiana fu George Adamski. Ad Adamski,
ufologo polacco residente negli USA, si
deve gran parte dell’iconografia attuale
sui dischi volanti e le teorie del complotto
che li accompagnano. Tra il 1946 e il 1959
l’uomo avrebbe avuto numerosi contatti con
creature venusiane e dal 1963 divenne famoso
esponendo numerose fotografie sui giornali a
testimonianza degli eventi vissuti.
Ma Adamski non è il protagonista di questo
caso, bensì una bambina di 10 anni di nome
Janet, che tirò in ballo l’ufologo senza
nemmeno conoscerlo.
Tutto ebbe inizio il 9 febbraio del 1955
nella periferia di Adelaide, in Australia,
quando la piccola Janet (nome di fantasia per
proteggere la privacy della minorenne) venne
sottoposta ad una seduta di rilassamento da
uno psicologo. La bambina aveva mostrato nei
giorni precedenti un nervosismo piuttosto
strano per il suo carattere normalmente mite e
sereno e i genitori temevano che fosse successo
qualcosa a scuola che l’avesse turbata e le
causasse quelle improvvise reazioni di rabbia.
Essendo una bambina di soli 10 anni lo psicologo
optò per un trattamento di semplice distensione
che consisteva nel mettere la bambina in trance
profonda e farle domande piuttosto semplici
sulla sua vita casalinga e scolastica.
Di tanto in tanto, per controllare se la bambina
fosse consapevole di cosa stesse succedendo,
le poneva delle domande del tipo «Dove sei
Janet?»e lei rispondeva normalmente «Su una poltrona»
e via dicendo. Ogni serie di domande finiva
sempre con una che le chiedeva il suo nome o
dove fosse, o quanti anni avesse, ma ad un
certo punto Janet rispose in maniera molto
misteriosa che diede inizio a tutta la vicenda.
«Dove sei Janet?»
«A bordo di un Disco Volante!»
La prima cosa a cui pensarono lo
psicologo e i genitori fu che la bambina
si fosse destata e facesse finta di essere
in trance prendendo il giro il dottore,
ma ben presto si resero conto che non era così.
Gli insegnanti della piccola Janet la descrissero
come una bambina molto intelligente, ma nella
norma per avere 10 anni. Solitamente andava
bene a scuola e socializzava con le sue coetanee,
le piaceva la musica, la ginnastica e il disegno,
ma niente che avesse a che fare con UFO o alieni.
Ne gli insegnati ne i genitori l’avevano mai
vista disegnare omini verdi e in casa non
c’erano riviste o libri del genere, pertanto
tutto quello che stava uscendo dalla sua
bocca doveva essere frutto della sua fantasia…
o forse no…
L’ipnotizzatore sorpreso da quella risposta
volle insistere sull’argomento per vedere dove
Janet volesse arrivare: le risposte della bambina
erano troppo precise e dettagliate per essere
solo frutto di una mente fantasiosa di 10 anni.
Janet parlò di un viaggio che aveva fatto qualche
settimana prima a bordo di un UFO che la portò su
un altro pianeta. Proprio in quel periodo, verso metà
gennaio, i giornali australiani riferirono di avvistamenti
nel cielo di Melbourne e la notizia si era sparsa
anche negli Stati Uniti qualche giorno dopo.
La bambina parlò dell’astronave descrivendola
piena di bottoni e schermi. Assieme a lei
c’erano tre “uomini” con i capelli neri e
che indossavano tute colorate. Venne messa
in una cuccetta e lo stesso fecero gli altri
tre viaggiatori che le dissero che avrebbero
lasciato la Terra per andare sul loro pianeta.
La bambina si addormentò e al suo risveglio vide
su un schermo la loro destinazione, una “palla
rossa e argento” che le sembrò subito calda.
Janet disse che vide dall’oblò molte montagne e
che la superficie del pianeta era di colore del
deserto e da essa si sollevavano sbuffi di aria calda.
Il disco volante entrò in una fessura di una montagna
e all’internò vide una grande città con edifici in
vetro e metallo. Atterrarono su uno di quei palazzi
e i tre uomini la fecero scendere e l’accompagnarono
attraverso dei lunghissimi corridoi. In fondo ad uno
di questi c’erano altri uomini dai capelli neri,
sempre vestiti con tute lucenti, che le fecero
prendere un ascensore fino ad arrivare ad una stanza
piena di bottoni e macchine. Lì vide per la prima volta
delle donne, sempre con capelli neri, ma con occhi grandi,
che le offrirono un frutto simile all’uva.
Tutti attorno a lei erano molto gentili ed ospitali:
Janet disse che loro sapevano di lei e che non era la
prima volta che veniva lasciata con quelle donne.
Le donne le dissero che gli altri bambini erano a
scuola con un’insegnante, ma quando sarebbero
tornati avrebbero giocato con lei.
Si sporse poi da una specie di finestra e vide
l’esterno: diceva che il cielo era rossastro e che
il sole era un po’ più grande di quello che vedeva
da casa; la gente che usciva fuori doveva mettere
dei caschi di vetro sulla testa e quando lei chiese
ad una donna di uscire lei disse che faceva troppo
caldo per lei e che solo la gente del pianeta poteva
respirare l’aria là fuori.
Vedeva della vegetazione e della neve, ma anche
del vapore che usciva dal terreno. La bambina
venne portata in alcune altre stanze e con tanta
gente che comunicava con lei senza aprire bocca,
ma “con la testa”. Disse di aver conosciuto un
uomo “come lei” di nome George, ma molto vecchio.
A quel tempo Adamski era un uomo famoso che avvertiva
la gente dei pericoli che si stavano correndo sulla
Terra e molti conoscevano il suo nome, anche solo
per sentito dire. Lo psicoloco le chiese se sapesse
il cognome e lei disse con ricordava solo qualcosa
del tipo “amski”. Janet rimase con l’uomo molto del
tempo in cui stette quel pianeta, che disse essere
alcune ore. Con lui si trovava bene come con gli
altri e lui le assicurò che erano brava gente e
che mentre lei avrebbe giocato con gli altri bambini
avrebbero preso alcune sue misure, ma senza che
lei se ne accorgesse.
Quando arrivarono i bambini, lei passò del tempo
a disegnare con loro, poi le venne sonno e si
addormentò. Quando si risvegliò era nel suo
letto a casa e la mamma le stava preparando
la colazione per andare a scuola.
La seduta andò avanti ancora per un po’
e la bambina accennò ad altri particolari
sulle stanze che visitò e l’astronave su cui
aveva viaggiato. Poi, su richiesta dei genitori
stessi, l’incontro venne sospeso e la bambina
risvegliata.
La società australiana di ricerche sugli UFO
venne informata del caso ed aprì un’inchiesta;
si assicurò della serietà dello psicologo e,
d’accordo con quest’ultimo, decise di ritentare
l’esperimento registrando della seduta.
La famiglia in un primo tempo si rifiutò di
continuare, ma poi acconsentì ad un secondo incontro,
che però non venne mai reso pubblico.
FONTE: Misteri dal Mondo –
Credere Per Vedere
giovedì 16 febbraio 2023
MISTERI:Le Cogas, streghe-vampiro sarde
TRATTO DA IL PARANORMALE.COM
Nel folclore italiano sono molto
presenti le streghe, accuratamente
rivisitate da ogni regione e spesso
diverse da zona a zona; un po’ meno
presente è il mito dei vampiri, tipico
più che altro dell’est Europa. Ciò non
toglie che nei secoli passati si sono
sviluppate figure leggendarie molto
simili ai vampiri e che in alcune regioni
le tradizioni ne tramandano ancora la
presenza tra gli uomini.
In quasi tutta la Sardegna si tramanda
la presenza delle “cogas” (in alcune zone
sono conosciute come “surbiles” o “surtoras”),
ovvero creature simili a streghe e stregoni
(a volte addirittura confusi con essi)
che tormentavano la brava gente di città
e villaggi. Si poteva riconoscere una
cogas sin dalla nascita perché aveva
una piccola coda pelosa sulla schiena.
Secondo le credenze sarde queste creature
vivono in mezzo alla gente comune e durante
il giorno hanno l’aspetto di persone normali;
conducono anche una vita apparentemente normale
e per nascondere coda e gambe (spesso ritenute
molto pelose) indossano vestiti molto lunghi.
Di notte invece in gran segreto escono dalle
case per radunarsi nella campagne o nei boschi
e lì compiere strani riti, prima di andare a
caccia del loro cibo, cioè di sangue umano.
Le cogas di notte si possono trasformare in
diversi animali: il barbagianni, il gatto e
la mosca sono le trasformazioni più comuni,
ma anche cani, serpenti e qualsiasi animale
di campagna.
Proprio in forma animale, con il favore
del buio, le cogas entrano nella case delle
persone per aggredirle durante il sonno e succhiare
loro il sangue. In passato si diceva che erano
attratta irresistibilmente dal sangue dei neonati
non ancora battezzati, che soffocavano dopo
aver succhiato loro il sangue: le morti nella
culla erano quasi tutte causate dalle cogas.
Si diceva anche che le streghe-vampiro lasciassero
segni distintivi su quelle persone che invece
lasciavano in vita per cibarsi continuamente
del loro sangue: se una persona mostrava lividi
o graffi sul corpo e non ricordava come se li
fosse fatti allora era opera di una coga e infatti
i sardi dicevano che quel segno era un mossigu
‘e coga”, ovvero il morso della strega.
Fino a metà del secolo scorso la gente era
molto suscettibile e scaramantica e si adoperava
per scongiurare l’intrusione delle cogas nella
propria casa. Oltre a rivolgendosi a Dio con le
preghiere, prima di andare a letto si era soliti
mettere un treppiede per il fuoco, una sedia o una
scopa rivolti verso l’alto: quel gesto creava una
protezione contro il male e difendeva la casa dalle
streghe. Si era anche molto scaramantici quando in
casa c’era una donna in gravidanza e per impedire
che il nascituro nascesse sotto l’influsso delle
cogas si metteva un treppiede sotto il letto della
partoriente e lì rimaneva fino al termine dello
svezzamento.
Era tradizione anche mettere una falce dentata
appesa alla porta di ingresso: la coga, se avesse
tentato di entrare in casa, avrebbe passato tutta
la notte a contare i denti della falce, poiché
era incapace di contare oltre il numero 7.
C’era anche chi ammirava e agognava i magici
poteri delle cogas e per questo cercava di diventare
come loro. Esisteva quindi anche un metodo per
trasformarsi in coga e consisteva nell’andare
al cimitero di notte, scoperchiare una lapide
di un defunto morto da poco e asportare il grasso
dal cadavere. Il grasso doveva essere impastato
con il sangue di una fanciulla vergine e con
dell’olio santo e spalmato spalmato sotto le
ascelle e sotto le piante dei piedi. Al calare della
notte era certo che la persona si sarebbe tramutata
nella spaventosa creatura.
Concludo l’articolo con due leggende che
hanno come protagoniste le cogas.
1- Un giovane panettiere di un piccolo borgo
si innamorò di una bellissima ragazza giunta
da poco. La ragazza, pur ricambiando le sue
attenzioni, gli disse che non poteva essere baciata
perché era una coga: era la settima figlia femmina
consecutiva della sua famiglia e per questo destinata
a trasformasi nella strega-vampiro. Il giovane allora
si adoperò per convertire la sua anima e trovare un
processo inverso alla trasformazione in coga.
Attese la notte in cui sua sorella partorì e davanti
alla porta della sua casa appese ad un albero la
camicetta del nascituro girata al contrario; poi
sistemò per terra un treppiede rovesciato e attese
l’arrivo delle streghe. La notte stessa un gruppo
di cogas giunse davanti casa e tra loro c’era anche
la sua amata A questo punto lui la afferrò e la
trascinò nella cantina, quindi chiuse a chiave
la porta e corse a chiamare il parroco per far
benedire la donna. Quando il giovane aprì la
porta della cantina non trovò nessuno, eccezion
fatta per una mosca che cercava la via d’uscita.
Il parroco fece accendere una candela benedetta e
iniziò a recitare le preghiere: la mosca crebbe
di dimensioni e si tramutò nella ragazza. Da allora
la ragazza non si trasformò più e i due
vissero felici e contenti.
2- Una giovane coppia di sposini aveva
appena coronato il sogno di avere un bambino,
ma a pochi giorni dalla nascita del figlio la
donna iniziò a mostrare problemi di salute,
inappetenza e forti dolori al petto. Il maritò
notò che la maggior parte dei problemi e dei dolori
li manifestava di notte e spesso durante il sonno,
così decise di vegliare una notte su di lei. Quando
sua moglie iniziò nuovamente a respirare a fatica
notò qualcosa sotto le coperte che si muoveva di fianco
a lei, così allungò la mano e con sorpresa toccò un gatto
nero che se ne stava avvinghiato al suo petto. Era una coga
che le stava rubando il respiro. L’uomo lo afferrò e andò
alla stufa dove tentò di gettarlo dentro, ma il gatto
si divincolò e scappò via, non prima però di ustionarsi
il muso con la cenere calda. Il giorno dopo l’uomo
venne a sapere che una vicina di casa aveva
una terribile scottatura sulle guance e
sulla bocca.
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