Lasciate ogne speranza, Voi ch' intrate...

Vi aspetta un viaggio nella Cultura, nella Filosofia, nella Poesia, nella Sociologia, nel Gossip......by Phil :-)































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mercoledì 8 luglio 2026

ANEDDOTI SUGLI SCIENZATI: AMPÈRE

TRATTO DA CULTURA & SVAGO 1. Lo scienziato Ampère, che era molto distratto, durante le sue lezioni usava spesso il cancellino della lavagna per soffiarsi il naso. 2. Un giorno, mentre passeggiava per Parigi, Ampère scambiò la porta di una carrozza ferma per una lavagna e cominciò a riempirla di formule matematiche: quando la carrozza si mosse egli la rincorse deciso a terminare i suoi calcoli. 3. Un giorno Napoleone visitò l'Accademia di Parigi, si presentò ad Ampère, che non lo conosceva e lo invitò a pranzo per il giorno dopo. Ma il giorno dopo, nella sala da pranzo di Napoleone c'era una sedia vuota: Ampère si era dimenticato dell'importante invito. IL BLOG DI SMINZ VI SALUTA, E VI AUGURA BUONE VACANZE, CI LEGGEREMO AI PRIMI DI SETTEMBRE.

mercoledì 27 maggio 2026

ANEDDOTI NEL MONDO DEL CINEMA:ALBERTO SORDI

TRATTO DA CULTURA & SVAGO Durante l'inaugurazione di Dinocittà negli studi di Dino De Laurentis, Alberto Sordi diede uno spintone a Vittorio de Sica, che fini tra le braccia di Amintore Fanfani. Tra le risate di tutti, il regista si scusò dicendo: "Onorevole, quest'uomo mi spinge da vent'anni'". Alberto Sordi aveva gusti semplici nel mangiare: alle ostriche e allo champagne preferiva la bruschetta e un bicchiere di vino. Pur avendo interpretato tanti personaggi, Sordi si rifiutò di interpretare il ruolo dei politici, in quanto diceva che recitavano già loro e in modo molto credibile

mercoledì 6 maggio 2026

GRANDI STORIE D'AMORE:James Joyce e Nora

TRATTO DA CULTURA & SVAGO Nora Barnache, nata in Irlanda, nel 1884, da genitori lavoratori analfabeti, ancora bambina fu affidata alla nonna materna benestante, che le fece frequentare un severo convento, in cui riuscì comunque a conseguire un diploma. Nel 1896 Nora completò gli studi e iniziò a lavorare come portinaia e lavandaia. Nello stesso anno, i suoi genitori divorziarono. A soli 12 anni, Nora si innamorò dell’adolescente Michael Feeney, affetto da polmonite, che purtroppo morì poco dopo. Nello stesso periodo morì il suo fidanzato. La ragazza, depressa per la morte di due giovani a lei cari, su consiglio di un’amica di teatro raggiunse Dublino, dove lavorò come cameriera al "Finn's Hotel" (nome successivamente utilizzato per pubblicare una raccolta postuma di 10 racconti brevi, scritti da Joyce). Nora e Joyce si incontrarono il 10 giugno 1904, ma la loro appassionante relazione iniziò il 16 di quel mese. Questa data venne poi scelta come giornata del romanzo Ulisse (Ulysses), data rimasta famosa e successivamente in tutto il mondo come "Il giorno di Bloom" (Il 16 giugno 1904 è la data in cui lo scrittore ambientò gli avvenimenti del suo capolavoro l’Ulisse che si svolgono tutti nell’arco di una sola giornata). Oggi l’anniversario dell’incontro tra James Joyce e Nora Barnacle è festa nazionale in Irlanda, meglio conosciuto come Bloomsday, una ricorrenza letteraria volta a omaggiare l’opera di James Joyce. Nel celebrare il grande scrittore gli irlandesi festeggiano anche l’anniversario romantico del primo appuntamento tra James e Nora. Fu subito amore folle, erotico, appassionante da parte di entrambi. I due si trasferirono a Trieste dove ebbero due figli, Giorgio e Lucia. Viaggiarono a lungo per il mondo vivendo in varie città, tra cui Parigi, e morirono entrambi a Zurigo, in Svizzera.

mercoledì 18 marzo 2026

7 strane tradizioni di Pasqua nel mondo:Alberi di uova colorate in Germania.

TRATTO DA STORIE DI VIAGGIO EDREAMS. Qui le celebrazioni pasquali cominciano il giovedì santo, chiamato « Gründonnerstag », quando è tradizione mangiare solo cose verdi. Il piatto più rappresentativo è la zuppa alle sette erbe, che contiene crescione, dente di leone, erba cipollina, prezzemolo, porro verde, acetosa e spinaci. Per dessert, non troverete le famose uova di cioccolato bensì l’Osterlamm, una torta a forma di agnello spolverata con zucchero a velo, tradizionalmente cucinata in uno stampo di argilla che le conferisce un leggero profumo. Questo dessert è popolare anche in Alsazia. I tedeschi decorano i loro alberi con uova colorate dando vita a vere e proprie piante pasquali, o « Osterstrauch », che riempiono le strade e i giardini di colori annunciando l’arrivo della primavera.

mercoledì 4 marzo 2026

7 strane tradizioni di Pasqua nel mondo:Campionato di uova dipinte in Romania.

TRATTO DA STORIE DI VIAGGIO eDreams I rumeni normalmente festeggiano la Pasqua con la famiglia. Se mai vi capiterà di essere invitati a un pranzo di Pasqua in Romania, potrà ricordarvi il giorno del Ringraziamento in America. Il menù tradizionale è composto da 4 o 5 piatti e comprende normalmente una zuppa acida chiamata “ciorba”, insalata, sottaceti, agnello al forno, una torta fatta di carne di fegato d’agnello e molto prezzemolo, chiamata “drob” e infine molte uova dipinte. Qui, la tradizione pasquale più sentita è senza dubbio la “battaglia delle uova”, un campionato al quale tutta la famiglia e gli amici prendono parte. Il gioco consiste nel colpire due uova sode una contro l’altra: l’uovo con il guscio più duro vince, e il perdente deve mangiarsi tutte le uova che vengono rotte! Il mattino di Pasqua poi, la tradizione vuole che ci si lavi la faccia con l’acqua nella quale sono stati messi a mollo un uovo dipinto di rosso e una moneta d’argento: l’uovo rosso simbolizza la salute e la moneta la purezza.

mercoledì 11 febbraio 2026

San Valentino in USA è un giorno di festa per tutti!

tratto da IT LOS ANGELES BY ITALIANI.IT San Valentino negli Stati Uniti non è un giorno riservato solo agli innamorati in coppia. Il Valentine’s Day, o “V-Day”, è certamente sinonimo d’amore anche oltre oceano. E non è solo appannaggio dei fidanzati o delle coppie sposate. San Valentino San Valentino è stato importato in Nord America nel XIX secolo dai colonizzatori inglesi. Nella seconda metà del XX secolo, la pratica di dare doni accompagnati da biglietti è diventata molto popolare. Le rose e i cioccolatini sono i doni prediletti. Le persone vivono un intero giorno di vacanza per onorare ed esprimere l’amore ai propri cari. Troviamo nei negozi una sezione interamente a tema. Vi sono peluches, cuori, pupazzetti, lecca lecca, caramelle e cioccolatini, ma anche scatole con dei biglietti dentro. E poi ancora, biglietti d’auguri, gioielli, fiori, se non addirittura proposte di matrimonio. Insomma, si trasmette tanta tenerezza. Ogni anno gli americani spendono circa diciotto miliardi di dollari in doni per questa festa degli innamorati. San Valentino negli States, dicevamo, non è un’esclusiva delle coppie. Si festeggia, infatti, anche nelle famiglie e tra amici. In tal modo, questa festa risulta davvero molto piacevole e colorata per tutti. Il V-Day in USA è, dunque, l’occasione per esprimere gratitudine e affetto agli amici, agli insegnanti, ai genitori e a qualsiasi altra persona cui si vuole bene. V-Day nelle scuole La tradizione americana vuole che questa festa tutta in rosa s’inizi a festeggiare davvero molto più presto, si comincia persino dalle scuole fin dall’infanzia. Il “Valentine’s Day party” si programma in grande in ogni classe, e in genere ogni bambino costruisce e decora una cassetta della posta. In questa cassettina, i compagni potranno mettere un bigliettino, un disegno, o un biscotto a forma di cuore. Alle scuole medie invece, e anche al Liceo, gli adolescenti possono comprare una rosa o un biglietto presso uno dei club dedicati a San Valentino. Un “postino” speciale, poi, lo porterà al destinatario durante le lezioni Tuttavia gli adolescenti si regalano dei pensierini fuori della scuola. Nei negozi si trovano confezioni regalo con i personaggi dei cartoon come Hello Kitty, Frozen e le principesse, ma anche eroi della Marvel. Al riguardo, anche le insegnanti spesso lasciano a ogni studente una lista di nomi dei compagni. Ogni bambino prepara dei piccoli regali da portare scegliendo tra matite, temperini, gomme di solito a forma di cuore. La maestra mette, poi, tutti i biglietti in una scatola e al momento giusto consegna i pensierini ai vari studenti, felici con il loro “tesoro”. Ma non è tutto, infatti, diverse scuole organizzano dei programmi e delle attività in cui i bambini recitano canzoni, ballano e cantano con cuori e scritte inneggianti l’amore. I love you Molti vanno a cena fuori con il partner e molte feste sono organizzate in tutto il paese per celebrare l’occasione come accade in Europa. Tuttavia, i biglietti sono il regalo più comune. Famiglie e amici si scambiano le cartoline con dediche d’amicizia, affetto e gratitudine. I dolcetti più consumati in America in occasione del giorno di San Valentino non sono solo i cioccolatini, ma anche le caramelle a forma di cuoricino. Vanno sempre per la maggiore i messaggi romantici come “Be Mine” o “Kiss Me”, che invadono i negozi.

mercoledì 28 gennaio 2026

San Valentino: nel mondo

tratto da masterx Nell’antica Roma i Lupercalia sono giornate di festa. Servi e padroni si scambiano di ruolo con lo scopo di attivare un processo di rinascita e, in più, rimettere in atto il caos primigenio. Durante i festeggiamenti si svolgono anche alcune pratiche di buon auspicio per la fertilità delle donne. Queste ultime, per strada, vengono sottoposte alle frustate che gruppi di uomini nudi infliggono loro con delle fascine di rami strette da spaghi. I colpi, secondo la tradizione, servono a benedire e a far aumentare la fertilità delle donne. Proprio per la violenza che caratterizza queste pratiche, nel tardo Impero Romano, Papa Gelasio le abolisce. In sostituzione dà vita alla festa dedicata all’amore (senza riferimenti alla fertilità o alla sessualità) che tutti conosciamo. l santo attribuito alla festa dell’amore è, per l’appunto, San Valentino, giustiziato nel 273 colpevole di aver celebrato il matrimonio tra la cristiana Serapia, gravemente malata, e il legionario romano Sabino. Entrambi muoiono durante la benedizione di Valentino e, l’associazione alla festività, è avvenuta poi in un secondo momento. Stati Uniti: biglietti d’affetto Secondo alcuni dati, gli americani spendono 20 miliardi di dollari ogni anno in concomitanza alla ricorrenza degli innamorati. Caramelle, biglietti, cioccolatini, fiori e gioielli sono i prodotti più acquistati per celebrare la festa dell’amore. Quest’ultima, nel paese, non viene festeggiata solo da coppie sentimentalmente unite ma, anche da genitori, amici e studenti che si scambiano biglietti e cartoline contenenti parole di amicizia, affetto e apprezzamento. Giappone: praline donate dalle donne I giapponesi festeggiano San Valentino in maniera originale rispetto a molti altri paesi. Qui le origini della celebrazione risalgono alla fioritura di San Valentino, all’indomani della seconda guerra mondiale, quando i produttori di dolciumi ebbero l’idea di rendere il 14 febbraio il giorno in cui le donne distribuivano i cioccolatini. Oggi è ancora così. Ogni 14 febbraio dell’anno le cittadine giapponesi offrono cioccolatini e praline in segno di affetto, amicizia o, addirittura, rispetto professionale. La tradizione è dettata da codici ben precisi. Ci sono ad esempio i “giri-choko”, i cioccolatini d’obbligo riservati ai colleghi e ai capi e i cioccolatini “homni-choko” di alta qualità donati in segno di “vero amore” Corea: i cioccolatini donati dalle donne In Corea la festa viene celebrata come in Giappone. Le donne quindi il 14 febbraio si prodigano a donare cioccolatini ai propri cari e alle persone importanti che fanno parte della loro vita. Nel paese però si celebra anche il Singles Day, il 14 aprile. La giornata è stata ribattezzata “Black Day”, in quanto i coreani single si riuniscono per consumare insieme dei noodles neri. Filippine: baci in spiaggia e matrimoni gratuiti Come in gran parte del mondo fiori e cioccolatini sono d’obbligo durante la giornata dedicata all’amore e agli innamorati. Ma, l’evento più famoso nelle Filippine per San Valentino è “Dovapalooza”. Per l’occasione migliaia di coppie si incontrano sulle rive della baia di Manila e, a mezzanotte, tutte insieme, si baciano mantenendo le labbra unite per diversi secondi. Nel paese San Valentino rappresenta, inoltre, l’occasione per molte coppie di sposarsi gratuitamente approfittando dei cosiddetti “matrimoni di massa” organizzati da chiese e agenzie governative. Thailandia: matrimoni fortunati Per i thailandesi San Valentino rappresenta una festa molto importante. Nel paese infatti, molte coppie decidono di sposarsi proprio il 14 febbraio, giorno ritenuto fortunato secondo i thailandesi. A Bangkok è presente un vero e proprio quartiere dell’amore, denominato Bang-Rak. Qui molte coppie, in occasione della festa, sfilano insieme per festeggiare. Anche i single festeggiano recandosi al tempio per pregare Trimurati di trovare l’amore. Cina: ghirlande di fiori San Valentino in Cina si celebra il settimo giorno del settimo mese del calendario lunare cinese. La festività è conosciuta come Qixi Festival “Serata del Festival dei Sette” e si basa sulla leggenda romantica di Zhinu e Niulang. Quest’ultima racconta che le donne in ogni casa, single, sposine o novelle, escono nel cortile per appendere una ghirlanda di fiori. Fanno quindi un’offerta composta da frutta, fiori, tè e polvere di riso alla fata e a suo marito. Vietnam: la gara di baci In occasione della festa dell’amore, la città di Hai Phong, in Vietnam, ha organizzato la gara di baci più lunga. Ogni anno circa un centinaio di persone si riuniscono al Palazzo della Cultura e dell’Amicizia di Viet-Tiep. “Ngay Gan Tinh Nhan” è invece una celebrazione recente che vuole che siano gli uomini a offrire alla propria amata un mazzo di rose. India: festeggiamenti in famiglia Secondo la tradizione, la festività è da passare insieme alle proprie famiglie. Soltanto le generazioni di indiani più giovani celebrano la ricorrenza partendo per una vacanza di coppia. Questo perché San Valentino è considerato come un momento conviviale da trascorrere con le persone che si amano. Danimarca: lettere e giochi I danesi festeggiano San Valentino a Pasqua, e non il 14 febbraio. La festa viene celebrata sotto forma di gioco, si tratta del Gaekkebrev (le lettere buone). Nel gioco le persone che desiderano scrivere una lettera d’amore alla persona amata, si firmano in maniera criptica. Chi riceve il biglietto deve indovinare il mittente e, se lo trova, riceve un uovo di Pasqua. Italia: rose, cioccolatini e cene fuori Gli italiani, popolo di romantici, festeggiano San Valentino a suon di mazzi di rose rosse, cioccolatini e cene fuori. I dati, per questo 14 febbraio 2024, secondo le stime della Fipe-Confcommercio (Federazione italiana pubblici esercizi) parlano di 5 milioni e mezzo di italiani a cena fuori, per una spesa media di 53 euro a persona e un ammontare complessivo di 290 milioni. Fotografando una crescita del 7.4% rispetto al 2023.

mercoledì 22 gennaio 2025

storie d'amore dall'Irlanda: Il Claddagh ring

TRATTO DA "IRLANDA" Il design evocativo dell'anello Claddagh - due mani che stringono un cuore - si pensa abbia avuto origine nel villaggio di pescatori di Claddagh, sulla baia di Galway. Gli abitanti del villaggio utilizzavano questo disegno come anello nuziale fin dal 1700 e, secondo Thomas Dillon's a Galway (l'antica gioielleria che ha ideato originariamente l'anello di Claddagh, nonché la più antica d'Irlanda), il motivo dell'anello si spiega nella frase: "Che regnino Amore e Amicizia". Entra nel loro negozio di William Street e ti sveleranno il segreto per indossare questo prezioso simbolo d'amore: se lo indossi con la corona rivolta verso l'unghia il tuo cuore è già impegnato; se lo indossi al contrario devi ancora innamorarti. Semplice.

mercoledì 3 luglio 2024

BIOGRAFIE:Alda Merini La Poetessa.

TRATTO DA BIOGRAFIE. Biografia • Più bella della poesia Alda Merini, poetessa milanese, nasce nel capoluogo lombardo il 21 marzo 1931. Minore di tre fratelli, le condizioni della famiglia sono modeste. Alda frequenta le scuole professionali all'Istituto "Laura Solera Mantegazza"; chiede di essere ammessa presso il liceo Manzoni, ma - sembra incredibile - non supera la prova di italiano. In questi anni dedica molto tempo anche allo studio del pianoforte. Spinta da Giacinto Spagnoletti, suo vero scopritore, esordisce come autrice alla tenera età di quindici anni. Spagnoletti sarà il primo a pubblicare un suo lavoro, nel 1950: nella "Antologia della poesia italiana 1909-1949" compaiono le sue poesie "Il gobbo" e "Luce". Nel 1947 incontra quelle che definirà come "prime ombre della sua mente": viene internata per un mese all'ospedale psichiatrico di Villa Turno. Nel 1951, anche su suggerimento di Eugenio Montale, l'editore Scheiwiller stampa due poesie inedite di Alda Merini in "Poetesse del Novecento". In questo periodo frequenta per interesse di lavoro ma anche per amicizia Salvatore Quasimodo. Sposa Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie di Milano, nel 1953. Esce poi il primo volume di versi intitolato "La presenza di Orfeo". Due anni dopo publica "Nozze Romane" e "Paura di Dio". Sempre nel 1955 nasce la primogenita Emanuela: al medico pediatra dedica la raccolta "Tu sei Pietro" (pubblicata nel 1961). La poetessa inizia poi un triste periodo di silenzio e di isolamento: viene internata al "Paolo Pini" fino al 1972, periodo durante il quale non manca comunque di tornare in famiglia, e durante il quale nascono altre tre figlie (Barbara, Flavia e Simonetta). Dopo alternati periodi di salute e malattia, che durano fino al 1979, la Merini torna a scrivere; lo fa con testi intensi e drammatici che raccontano le sue sconvolgenti esperienze al manicomio. I testi sono raccolti in "La Terra Santa", pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1984. Nel 1981 muore il marito e, rimasta sola, la Merini dà in affitto una camera della sua abitazione al pittore Charles; inizia a comunicare telefonicamente con il poeta Michele Pierri che, in quel difficile periodo del ritorno nel mondo letterario, aveva dimostrato numerosi apprezzamenti sui suoi lavori. I due si sposano nel 1983: Alda si trasferisce a Taranto dove rimarrà tre anni. In questi anni scrive le venti "poesie-ritratti" de "La gazza ladra" (1985) oltre ad alcuni testi per il marito. A Taranto porta a termine anche "L'altra verità. Diario di una diversa", suo primo libro in prosa. Dopo aver nuovamente sperimentato gli orrori del manicomio, questa volta a Taranto, torna a Milano nel 1986: si mette in terapia con la dottoressa Marcella Rizzo alla quale dedicherà più di un lavoro. Dal punto di vista letterario questi sono anni molto produttivi: naturale conseguenza è anche la conquista di una nuova serenità. Negli anni, diverse pubblicazioni consolideranno il ritorno sulla scena letteraria della scrittrice. Nel 1993 riceve il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale" per la Poesia, come altri grandi letterati contemporanei prima di lei, tra i quali Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Franco Fortini. Nel 1996 le viene assegnato il "Premio Viareggio" per il volume "La vita facile"; l'anno seguente riceve il "Premio Procida-Elsa Morante". Nel 2002 viene pubblicato da Salani un piccolo volume dal titolo "Folle, folle, folle d'amore per te", con un pensiero di Roberto Vecchioni il quale nel 1999 aveva scritto "Canzone per Alda Merini". Nel 2003 la "Einaudi Stile Libero" pubblica un cofanetto con videocassetta e testo dal titolo "Più bella della poesia è stata la mia vita". Nel febbraio del 2004 Alda Merini viene ricoverata all'Ospedale San Paolo di Milano per problemi di salute. Un amico della scrittrice chiede aiuto economico con un appello che le farà ricevere da tutta Italia, e-mail a suo sostegno. La scrittrice ritornerà successivamente nella sua casa di Porta Ticinese, vicino ai Navigli. Nel 2004 esce un disco che contiene undici brani cantati da Milva tratti dalle poesie di Alda Merini. Il suo ultimo lavoro è datato 2006: Alda Merini si avvicina al genere noir con "La nera novella" (Rizzoli). Alda Merini muore a Milano il giorno 1 novembre 2009 nel reparto di oncologia dell'ospedale San Paolo a causa di un tumore osseo. In memoria della sua persona e della sua opera, le figlie Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta, hanno dato vita al sito internet www.aldamerini.it, un'antologia in ricordo della poetessa, un elogio all'"ape furibonda", alla sua figura di scrittrice e madre. Nel 2016, in occasione della ricorrenza della sua nascita, Google le ha dedicato un logo. Nel 2024 esce in tv il film biografico "Folle d’Amore-Alda Merini" per la regia di Roberto Faenza, interpretato da Laura Morante.

mercoledì 8 maggio 2024

Biografia:Peppino Impastato

TRATTO DA BIOGRAFIE Giuseppe Impastato, detto Peppino, nasce il 5 gennaio del 1948 a Cinisi, in provincia di Palermo, da una famiglia mafiosa: il cognato di suo padre, per esempio, è il boss Cesare Manzella (coinvolto nel traffico di droga e che sarà ucciso negli anni Sessanta in un agguato). Anche il padre di Giuseppe è coinvolto nella criminalità (durante il periodo fascista era stato spedito al confino), e proprio per questo i due rompono presto: Giuseppe, quindi, ancora ragazzo viene cacciato di casa. Mentre frequenta il liceo classico di Partinico, nel 1965 aderisce al Psiup (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria) e fonda il giornalino "L'idea socialista": su questa pubblicazione racconta, tra l'altro, la Marcia della protesta e della pace voluta da Danilo Dolci nel 1967. "L'idea socialista", tuttavia, viene sequestrato dopo pochi numeri; successivamente Peppino Impastato lascia il Psiup, in seguito allo scioglimento della Federazione Giovanile, e inizia a collaborare come dirigente con i gruppi comunisti locali, occupandosi - tra l'altro - delle battaglie dei disoccupati, degli edili e soprattutto dei contadini, che si vedono privati dei loro terreni per favorire la realizzazione della terza pista dell'aeroporto di Palermo proprio a Cinisi. Sul finire degli anni '60 Nel 1968 prende parte alle prime occupazioni e alle lotte studentesche, ma senza una concreta convinzione, e in seguito aderisce alla Lega, gruppo marxista - leninista. All'inizio degli anni Settanta gli viene proposto di trasferirsi al Cantiere Navale a Palermo, ma rifiuta; per qualche tempo consuma alcol in maniera eccessiva, ma torna in sé nella primavera del 1972. In quel momento aderisce alla proposta del gruppo del "Manifesto", desideroso di godere di garanzie istituzionali, ma la sconfitta elettorale lo getta nuovamente nello sconforto. Nell'autunno dello stesso anno Peppino Impastato aderisce al Circolo Ottobre di Palermo, contribuendovi in maniera attiva, e poco dopo si avvicina a "Lotta Continua": dopo avere conosciuto Mauro Rostagno, prende parte alla maggior parte delle riunioni dei quadri dell'organizzazione. Radio, musica, cultura e la denuncia della mafia Nel 1975 Impastato fonda Musica E Cultura, grupp o che si occupa di teatro, musica, cineforum e dibattiti culturali, diventando nel giro di breve tempo un punto di riferimento molto importante per i ragazzi di Cinisi: vi trovano spazio, tra l'altro, il Collettivo Antinucleare e il Collettivo Femminista. Pochi mesi dopo, Giuseppe dà vita a Radio Aut, una radio libera autofinanziata attraverso la quale egli denuncia gli affari e i delitti dei mafiosi del posto, di Cinisi e Terrasini (che tramite il controllo dell'aeroporto ricoprono un ruolo molto importante nell'ambito degli scambi di droga e dei traffici internazionali di sostanze stupefacenti), e in particolare del capomafia Gaetano Badalamenti: la trasmissione più seguita si chiama "Onda pazza", impreziosita da uno stile satirico che prende in giro politici e malaffare. La politica in prima persona Nel 1978 Peppino Impastato decide di candidarsi alle elezioni comunali del suo paese nella lista di Democrazia Proletaria; poco prima delle elezioni, si occupa dell'esposizione di una mostra fotografica che documenta la devastazione del territorio locale messa in atto da gruppi mafiosi e speculatori. L'assassinio A soli trent'anni, nella notte tra l'8 e il 9 maggio di quell'anno, Giuseppe Impastato viene assassinato: il suo corpo viene martoriato da una carica di tritolo collocata lungo i binari della ferrovia di Cinisi, che congiunge Palermo a Trapani. Con il suo cadavere, però, viene inscenato un attentato, in modo tale da fare apparire Peppino Impastato come un attentatore suicida, ma ciò non basta a compromettere la reputazione e l'immagine di Impastato, che infatti pochi giorni dopo, in occasione delle votazioni, viene simbolicamente eletto al Consiglio comunale. Benché la morte di Giuseppe a livello nazionale passi quasi inosservata a causa della concomitanza con il ritrovamento del corpo senza vita di Aldo Moro a Roma, successivamente l'impegno di sua madre Felicia e di suo fratello Giovanni farà sì che l'inchiesta sul suo decesso (inizialmente archiviato con una certa fretta come suicidio) venga riaperta: nel 1984 l'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo riconoscerà l'origine mafiosa dell'omicidio. All'inizio degli anni Duemila, per l'omicidio di Giuseppe Impastato, Vito Palazzolo viene condannato a trent'anni di reclusione, mentre Gaetano Badalamenti viene condannato all'ergastolo. La memoria Alla vita di Peppino Impastato è dedicato il film "I cento passi" di Marco Tullio Giordana, con Luigi Lo Cascio nel ruolo di Giuseppe. Il film ricostruisce l'attivismo di Peppino; "cento passi" sono di fatto la distanza che separava casa sua da quella del boss Tano Badalamenti. È nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio, negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare, aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato, si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore. (Modena City Ramblers)

mercoledì 1 maggio 2024

Biografia:Nellie Bly

tratto da biografie Elizabeth Jane Cochran nasce a Burrell, nello stato della Pennsylvania, il 5 maggio 1864. È celebre con lo pseudonimo di Nellie Bly, con la quale firmava i suoi articoli giornalistici; è ricordata come la prima giornalista investigativa . A lei si deve il genere di giornalismo sotto copertura. La sua storia è inoltre celebre per aver compiuto un giro del mondo nel tempo record di 72 giorni, emule del personaggio di Phileas Fogg, protagonista del romanzo "Il giro del mondo in 80 giorni". L'infanzia Tredicesima di quindici figli, suo padre Michael Cochran, giudice e uomo d'affari, muore quando lei ha solo sei anni. La madre si risposa con un uomo che presto si rivela essere violento e dedito all'uso di alcol. Elizabeth, ancora adolescente, testimonia contro di lui durante il processo di divorzio voluto dalla madre. Abbandona gli studi per le difficoltà economiche famigliari e si trasferisce a Pittsburgh dove tenta la carriera di insegnante; ma il futuro le riserva un ruolo che la proietterà nella storia del giornalismo. Nellie Bly giornalista Nellie Bly scrive bene, non si tira indietro: fa nomi e cognomi, non la scalfisce nulla. Lei parla nei suoi articoli di operaie sfruttate, di lavoro minorile, di salari. È lei la donna che cambia la storia del giornalismo. Tutto comincia nel gennaio del 1885. Esce sul Pittsburgh Dispatch un editoriale firmato da Erasmus Wilson: "A cosa servono le ragazze" (What girls are good for). L'articolo parla con toni infiammati delle donne. Del fatto che le ragazze pretendono di studiare, di andare a lavorare e che puntano a crearsi una carriera, mentre il loro ruolo naturale sarebbe quello di crescere i figli e badare alle faccende domestiche. Le reazioni all'articolo sono diverse, tra adesioni e proteste. Tra queste c'è una lettera firmata da una certa "Orfanella Solitaria" (Lonely Orphan Girl), che il direttore George Madden legge con curiosità e ammirazione. Convinto che si trattasse di un uomo, subito il direttore gli risponde per offrirgli un posto al giornale. Così si presenta al giornale davanti agli occhi del direttore una giovane di 21 anni, bella e anche molto agguerrita, pronta ad assumere l'incarico. La donna si chiama Elizabeth Jane Cochran, in arte Nellie Bly. La ragazza scrive bene e non teme nulla, ma è quasi inevitabile che insieme ad apprezzamenti per le sue parole e alla notorietà, non tardino ad arrivare per lei anche i guai. Infatti, tra i finanziatori dei giornali ci sono molti industriali di Pittsburgh, che sono infastiditi dalle inchieste della donna che parlano di operaie sfruttate, di lavoro minorile, di salari. Da qui arrivano le minacce al direttore del giornale: non saranno più disponibili a finanziarlo se la giovane donna continuerà ad impicciarsi con inchieste varie. È il motivo che spinge Madden a correre ai ripari spostando la giovane al giardinaggio. Ma Nellie, insieme ad un articolo su una dama vincitrice del premio per il miglior fiorito, presenta una lettera di dimissioni. In Messico Poi si trasferisce in Messico e da lì fa la corrispondente estera sempre per lo stesso giornale, il Pittsburgh Dispatch, e scrive dei bellissimi reportage di viaggio. Ma solo per poco. Sei mesi dopo dalla partenza e permanenza in Messico, esce un suo articolo su come il presidente messicano Porfirio Diaz abbia fatto incarcerare un giornalista dissidente. Un articolo che segna la sua probabile espulsione dietro una minaccia di arresto. Un nuovo giornale La giovane donna per non restare relegata dentro le pagine del giardinaggio, decide di bussare alla porta del The New York World, il giornale di Joseph Pulitzer, che la prende subito a lavorare con sé. Le assegna il primo incarico: un reportage sulle condizioni in cui vivono i malati mentali internati. L'esperienza in manicomio Nellie Bly si finge pazza per farsi rinchiudere nel manicomio di Blackwell's Island. Ciò le permette di raccontare i fatti così come sono. È la prima volta in assoluto che qualcuno fa un azione del genere e soprattutto che lo fa una donna. Nasce così "Dieci giorni in un manicomio". Si tratta di un resoconto emozionante, crudo, onesto del trattamento che viene fatto ai malati mentali. Il suo impatto con il manicomio è spaventoso. I medici che mi condannano per quello che ho fatto dovrebbero provare a prendere una donna in perfetta salute, a rinchiuderla e lasciarla seduta dalle sei del mattino alle otto di sera su panche di legno, senza permetterle di parlare o muoversi durante queste ore, senza darle qualcosa da leggere e senza dirle nulla del mondo di fuori, a darle pessimo cibo e un trattamento rude. Dovrebbero fare tutto questo e vedere quanto ci vuole per vederla diventare pazza. Io dico che due mesi così la renderebbero un relitto umano. Riesce a resistere dieci giorni e a farsi salvare dal suo giornale, raccontando tutto ciò che ha visto con i suoi occhi. Dal reportage si va ad un'inchiesta approfondita. Grazie a Nellie Bly le situazioni in manicomio migliorano e vengono pure aumentate le sovvenzioni. La nascita del giornalismo sotto copertura Si tratta di vero giornalismo investigativo e lei è una delle prime persone ad essersene occupata. Nellie è una donna ostinata, determinata e molto coraggiosa che ha scritto in libertà contro un mondo fatto di pregiudizi. È stata la prima donna a creare un genere di giornalismo, quello "sotto copertura". La donna si fa arrestare per raccontare la situazione dentro il carcere oppure si fa assumere per pochi centesimi in posti orribili per raccontarne la situazione lavorativa. Nellie Bly e il giro del mondo È solo nel 1889 che passa ad un'impresa non meno impegnativa: riesce a convincere Pulitzer a farle provare l'impresa raccontata da Jules Verne ne Il Giro del mondo in 80 giorni. Parte e impiega 72 giorni: un record per quell'epoca. Va da sola con due valigie. Così diventa la più celebre giornalista del suo tempo. Ma Nellie Bly al suo rientro viene accolta con una pacca sulla spalla e nessuna promozione. Ecco allora che si licenzia dal giornale. Poi torna sui suoi passi. Gli ultimi anni Allo scoppio della prima guerra mondiale, diventa corrispondente di guerra: è la prima donna a farlo. Nellie Bly muore a New York all'età di 57 anni a causa di una polmonite. Poche settimane prima di morire disse: Non ho mai scritto una parola che non provenisse dal mio cuore. E mai lo farò. Nel 2015 è uscito un film ispirato alla sua vita, dedicato alla sua esperienza in manicomio, dal titolo "10 Days in a Madhouse", di Timothy Hines.

mercoledì 24 aprile 2024

Le sette più pericolose del mondo:La famiglia Manson

TRATTO DA FARTICE La comune "Famiglia" è stata organizzata negli anni '60 dal maniaco Charles Manson. Si immaginava un profeta e predisse che presto ci sarebbe stata una guerra apocalittica tra le razze bianche e nere, in cui i neri avrebbero vinto. I suoi reparti, per lo più adolescenti infelici, che hanno rotto con le loro famiglie, senza sottomissione hanno presentato al loro idolo. Nel 1969, i membri della "Famiglia" commisero diversi omicidi inesplicabili e inquietanti di persone innocenti. Tra le nove vittime c'è l'attrice ventiseienne Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski. I fanatici sono entrati nella casa dell'attrice e si sono occupati di lei e dei suoi ospiti, e poi hanno scritto la parola "Maiale" sul muro con il sangue delle vittime. Sharon, che era incinta di 9 mesi, ha inflitto 16 coltellate. Il suo assassino immediato è Susan Atkinson, un fedele fan di Manson. Al momento dell'omicidio, la ventenne Atkinson era la madre di un bambino di un anno ... Per l'organizzazione di crimini violenti, Manson è stato condannato all'ergastolo (al momento del processo, la pena di morte è stata abolita in California). Ora ha 82 anni ed è ancora in prigione.

mercoledì 10 aprile 2024

BIOGRAFIA:Madame de Pompadour

TRATTO DA BIOGRAFIE. Jeanne-Antoinette Poisson, marchesa di Pompadour, detta anche Reinette ("reginetta") è nota alla storia com e Madame de Pompadour. Nobile francese, fu la più celebre favorita del re Luigi XV di Francia. Difese strenuamente i principi della monarchia assoluta ma fu anche simpatizzante dell'Illuminismo. Grazie alla sua influenza cercò di spingere la Francia verso il dispotismo illuminato. Ebbe notevole importanza a livello politico: a lei si deve la riuscita del rovesciamento delle alleanze, con il quale la Francia si unì al Sacro Romano Impero, unione che sarebbe stata suggellata nel 1770 dal matrimonio del Delfino Luigi Augusto con l'arciduchessa Maria Antonietta d'Austria. Madame de Pompadour ebbe notevole influenza sulle arti, la moda, il teatro e la musica. Dettò lo stile del suo tempo: di fatto fu la donna francese più potente del XVIII secolo Madame de Pompadour influente amante del re Nasce a Parigi il 29 dicembre 1721 da Luise Madeleine de La Motte, una ricca ereditiera borghese, e da François Poisson (la paternità della bambina non gli viene però attribuita). La ragazza viene educata in convento. Frequenta poi i salotti parigini dove si confronta con artisti, letterati e filosofi. A un ballo organizzato per festeggiare le nozze del Delfino (Luigi Ferdinando di Borbone con Maria Teresa Raffaella di Spagna), conosce Luigi XV: diventa così la sua amante. L'11 luglio 1745 Luigi le conferisce il titolo di Marchesa di Pompadour; viene riconosciuta come maîtresse-en-titre, cioè amante ufficiale. La presentazione a Corte avviene il 14 settembre: la sua condizione di amante è nota a tutti, anche alla regina che non ha da tempo rapporti con il re. L'influenza di Madame de Pompadour sul re si manifesta nelle elezioni a cariche politiche e militari di parenti, amici e conoscenti fidati. Il potere di Madame de Pompadour diviene noto anche a livello internazionale. A tentare di diminuire la sua figura nella famiglia reale ci sono la regina e i figli del re; cercano di emarginare la Pompadour non rivolgendole mai la parola, ma vengono severamente redarguiti dal re. L'amore per le arti E' una grande amante degli spettacoli teatrali così ottiene dal re il permesso di organizzare una compagnia teatrale della quale lei stessa fa parte. La marchesa nomina Direttore Generale della compagnia il duca de La Vallière, illuminista e protettore di Voltaire. Il 30 dicembre 1747 va in scena L'enfant prodigue di Voltaire; l'autore, invitato alla rappresentazione, dedica ai due amanti alcuni versi (sgraditi alla famiglia reale): «Che la pace ai nostri campi insieme a Luigi arrivi! Che siate entrambi di nemici privi E insieme le preziose conquiste manteniate!» Madame de Pompadour non si preoccupa delle rivalità fra gli scrittori: accetta di buon grado Voltaire come i rivali Moncrif e Crébillon. Oltre a un'inclinazione per teatro e pittura , Madame de Pompadour protegge (più o meno segretamente) la pubblicazione dell'Encyclopédie di Denis Diderot. Nel 1755 si fa ritrarre dal pittore di corte Maurice Quentin de La Tour, accanto al quarto tomo dell'opera. Paradossalmente presta sostegno alle idee illuministiche che poi contribuiranno a scardinare la monarchia francese, pur nutrendo una sincera ansia di salvarla. I detrattori La guerra di successione austriaca si conclude nel 1748 con la pace di Aquisgrana. Dopo tanti sacrifici essa sancisce tuttavia il nulla di fatto. Responsabile dell'esito deludente della guerra e del cattivo andamento degli affari interni, oltre al re di Francia, viene accusata la marchesa sua amante. Alla fine del 1748 arriva a corte il duca di Richelieu, pronipote del famoso cardinale. I detrattori della marchesa nutrono in lui speranze, pensando che non tolleri il dominio di Madame de Pompadour sullo spirito del re. La solidità morale del duca però si dimostra lontana da quella del celebre parente. Viene scoperta una sua relazione con Madame de La Poplinière (andava a trovarla all'insaputa del marito infilandosi per il caminetto) che lo copre di ridicolo. Intanto gli attacchi contro il re e soprattutto contro la Pompadour, nella forma di libelli aumentano. Ecco come recitava uno di questi: Questa prostituta subalterna senza vergogna lo governa davanti a lei si prosterna chi gli orrori chiede all'insolente. Tutto davanti all'idolo si piega il cortigian per lei s'impiega e servendo questa vera strega diviene sempre più indigente In questo periodo, e a causa delle agitazioni sociali, la marchesa ha il terzo degli aborti spontanei. Alla fine del 1749 Pompadour si trasferisce in un nuovo appartamento, al piano terra del Castello di Versailles, sotto quello reale; esso comunica con quello del re per mezzo di una scala a chiocciola. L'influenza politica La passione amorosa fra Luigi e la marchesa non dura nel tempo, ma rimangono intatte una solida amicizia e la complicità; così Madame de Pompadour mantiene inaltera la sua influenza sul re, divenendo di fatto il suo principale consigliere politico. Dopo il 1750 ottiene dal re il titolo di duchessa. Benché ormai non sia più amante reale, la duchessa Pompadour è per tutti regina di fatto. Madame de Pompadour prende la sua prima iniziativa politica facendo nominare il conte de Choiseul-Stainville ambasciatore a Roma: il suo intento è quello di appianare la tensione esistente fra la Francia e lo Stato Pontificio dopo l'esilio, decretato da Luigi XV, dell'arcivescovo di Parigi, Christophe de Beaumont. La Francia, la Prussia e Madame de Pompadour Il conflitto con la Prussia di Federico II, che mira a spegnere l'influenza dell'impero asburgico sulla Germania, aveva messo in movimento la diplomazia austriaca. Maria Teresa d'Austria e il cancelliere Wenzel Anton von Kaunitz-Rietberg, già ambasciatore imperiale a Parigi e buon interlocutore di Pompadour, contattano la duchessa al fine di ottenere un avvicinamento dei due Paesi, divisi da secoli di rivalità, proprio in funzione anti-prussiana. L'iniziativa diplomatica dell'Austria viene accolta con favore dalla Pompadour, e va a buon fine. Il 1º maggio 1756 viene così firmato il trattato di Versailles con il quale l'Austria vede garantiti dalla Francia i suoi possessi nei Paesi Bassi; in cambio conserva la propria neutralità nel prossimo conflitto anglo-francese, mentre si sarebbero portate aiuto nel caso di attacco di una terza potenza. L'accordo è vantaggioso per l'Austria, il cui contributo nel conflitto anglo-francese sarebbe stato nullo, mentre oneroso per la Francia (così dimostrerà la guerra dei sette anni). L'ambasciatore von Starhemberg scrive a Vienna che dalla Pompadour: dobbiamo aspettarci tutto. Vuole essere stimata e in effetti lo merita. La vedrò più spesso e più confidenzialmente quando la nostra alleanza non sarà più un mistero. Per quell'epoca vorrei avere delle cose da dirle che la lusinghino personalmente. La morte Jeanne-Antoinette Poisson, Madame de Pompadour, muore il 15 aprile 1764 a Versailles a causa di un edema polmonare acuto. Aveva solo 42 anni. Muore prima di veder realizzati i frutti del suo operato. L'ultimo privilegio che le viene accordato è quello di rimanere a Versailles: era severamente vietato ai cortigiani di morire nel luogo in cui risiedeva il re e la sua corte. Si narra che, considerato il maltempo al momento della partenza della salma per Parigi, Luigi XV abbia commentato: La marchesa non avrà bel tempo per il suo viaggio. e vedendo il corteo allontanarsi senza aver potuto rendere ufficialmente omaggio a colei che così a lungo era stata la sua confidente, abbia mestamente dichiarato: Ecco l'unico omaggio che ho potuto renderle. La storica nobile di Francia viene infine sepolta a Parigi nella cappella del convento dei Cappuccini. Madame de Pompadour nella cultura Madame de Pompadour è oggetto di versetti satirici che Thomas Mann fa recitare al poeta di Lubecca, Jacques Hoffstede, uno dei personaggi del suo primo romanzo, "I Buddenbrook". Nel campo della moda il nome Pompadour è associato a un tipo di acconciatura in voga negli anni '50. I tacchi Pompadour sono un tipo di tacco rialzato per scarpa.

martedì 26 marzo 2024

BIOGRAFIE:Ettore Majorana

TRATTO DA BIOGRAFIE Ettore Majorana, nato il 5 agosto 1905 e laureatosi in fisica nel 1928, fu tra i più promettenti allievi di Enrico Fermi. Il suo nome divenne un caso internazionale a causa della sua improvvisa scomparsa, che avvenne il 27 marzo 1938. Della sua scomparsa ebbe a interessarsi persino Mussolini e l'evento divenne un enigma nazionale ad oggi oggi acnora insoluto. Le ipotesi avanzate furono molte: chi disse che fosse morto suicida, chi avanzava l'ipotesi fantasiosa che fosse rapito da qualche Paese che conduceva studi atomici; altri invece ritennero che si fosse rifugiato in un convento o che fosse addirittura diventato, volontariamente, un mendicante. Naturalmente, anche dal punto di vista familiare fu una tragedia. La madre si rifiutò sempre di vestire abiti luttuosi, aspettando sempre il suo ritorno. Proveniente dalla schiatta dei Majorana-Calatabiano, la sua era una famiglia illustre, discendente dal ramo cadetto dei Majorana della Nicchiara; con metafora poetica si potrebbe dire che a quest'ultima andarono il blasone gentilizio e le ricchezze terriere mentre alla prima tutti i beni tipici e preziosi dell'intelligenza. Ettore è l'ultimo di cinque fratelli, che si distingueranno tutti in qualche campo particolare, chi nella giurisprudenza, chi nell'amministrazione dello Stato, chi ancora in fisica. Ettore Majorana è senza dubbio l'outsider del gruppo, un vero e proprio genio della fisica. Estremamente precoce ma anche eccentrico e con squilibri caratteriali preoccupanti che giocheranno un ruolo determinante nella sua fuga dal mondo (ammesso che di fuga si sia trattato). Ettore è pervaso da misantropia radicata ed è anche perennemente ombroso, pigro e dal carattere spigoloso. Anche la sua carriera universitaria non è del tutto lineare. Dopo un primo approccio con ingegneria, si laurea in fisica nel 1929 con una tesi sulla teoria quantistica dei nuclei radioattivi. Sotto la guida di Enrico Fermi si occupa di spettroscopia atomica e successivamente di fisica nucleare. Con Orso Mario Corbino, Emilio Segré e Edoardo Amaldi entra a far parte del gruppo dei "Ragazzi di via Panisperna", il gruppo di geni che ha fatto la storia della fisica italiana. Le più importanti ricerche di Ettore Majorana riguardano una teoria sulle forze che assicurano stabilità al nucleo atomico: egli per primo avanzò l'ipotesi secondo la quale protoni e neutroni, unici componenti del nucleo atomico, interagiscono grazie a forze di scambio. La teoria è tuttavia nota con il nome del fisico tedesco Werner Heisenberg che giunse autonomamente agli stessi risultati e li diede alle stampe prima di Majorana. Nel campo delle particelle elementari Majorana formulò una teoria che ipotizzava l'esistenza di particelle dotate di spin arbitrario, individuate sperimentalmente solo molti anni più tardi. Dal 1931, conosciutosi il suo straordinario valore di scienziato, è invitato a trasferirsi in Russia, a Cambridge, a Yale, nella Carnegie Foundation, ma a questi inviti oppone il suo rifiuto. Dopo aver soggiornato a Lipsia e a Copenaghen, rientra a Roma, ma non frequenta più l'istituto di fisica. Al concorso nazionale per professore universitario di Fisica, bandito nel 1936, non vuole partecipare, nonostante la segnalazione fatta da Fermi a Mussolini. Si trasferisce da Roma a Napoli (albergo "Bologna") nel 1937, dove accetta la nomina per meriti speciali a titolare della cattedra di Fisica teorica all'Università di Napoli. Si chiude in casa e rifiuta persino la posta, scrivendo di suo pugno sulle buste: "Si respinge per morte del destinatario". Ettore Majorana si lascia persuadere a intraprendere - è il mese di marzo 1938 - un viaggio di riposo, Napoli-Palermo. A Palermo alloggia all'albergo "Sole", ma vi trascorre solo mezza giornata; la sera viene visto sul ponte del piroscafo all'altezza di Capri ma a Napoli non arriverà mai. La commissione di inchiesta che intraprende le indagini scarta l'ipotesi che Majorana si sia lanciato in mare, avanzando invece la supposizione che si sia trasferito segretamente all'estero. Ad uno dei suoi più stretti confidenti Ettore Majorana disse: "Non mi condannare perché non sai quanto soffro". Per approfondimenti sulla vicenda di Ettore Majorana Erasmo Recami, "Il caso Majorana - epistolario, documenti, testimonianze", Di Renzo Editore Ignazio Licata, "Majorana Legacy in Contemporary Physics Editor", Di Renzo Editore

mercoledì 6 dicembre 2023

ALCUNI consigli di Papa Francesco per essere felici

1 – Vivi e lascia vivere Il Papa ha spiegato che ognuno dovrebbe avere come guida questo principio, che a Roma è riassunto nell’espressione "Campa e lascia campare". "Vai avanti e lascia che gli altri facciano altrettanto". 2 – Donati agli altri Le persone, ha spiegato il Papa, hanno bisogno di essere aperte e generose verso gli altri perché "se si chiudono in loro stesse corrono il rischio di diventare egoiste. E l’acqua stagnante diventa putrida in fretta". 3 – Procedi con calma Per spiegare questo punto, Papa Francesco ha usato il personaggio di un romanzo di Ricardo Güiraldes, in cui il protagonista – Don Segundo Sombra gaucho – guarda indietro e rilegge la sua vita: "Dice che in gioventù era un torrente pieno di pietre che si portava dietro tutto, da adulto era un fiume impetuoso, e in età avanzata si muoveva ancora, ma lentamente". Ha detto che gli piace quest’ultima immagine, quella di una pozza d’acqua calma, perché rappresenta "la capacità di muoversi con gentilezza e umiltà, una calma nella vita". Gli anziani hanno questa saggezza, "sono la memoria del popolo". 4 – Preserva il tempo libero Il Papa ha citato l’arte, la letteratura e il fatto di trovare del tempo per giocare con i propri figli. "Il consumismo ci ha portati all’ansia di perdere una sana cultura del tempo libero". Ha detto che bisogna spegnere il televisore quando ci si siede a mangiare: anche se la televisione è utile per tenersi aggiornati, a tavola impedisce "di comunicare" con gli altri.

mercoledì 1 novembre 2023

1 novembre, Festa di tutti i Santi.

tratto da redazione VATICANO.COM Il primo novembre di ogni anno la Chiesa festeggia tutti i suoi Santi, non soltanto i Santi conosciuti, ma anche tutti quei Santi anonimi che in silenzio, nella vita di ogni giorno, hanno praticato la pienezza del Vangelo. Una festa che invita alla speranza. Nel Calendario liturgico la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa chiamano questa festa Solennità di Ognissanti o Solennità di tutti i Santi. Cosa significa questa Festa per la Chiesa? I Santi si festeggiano ogni giorno uno o più per volta e, visto che quelli riconosciuti dal Vaticano sono più di 365, la Chiesa ha deciso di celebrare in un giorno a loro dedicato tutti i Santi e i Martiri indistintamente, per le loro vite e le loro gesta. La festa di Ognissanti è diventata parte del calendario cattolico e di quello civile grazie a Papa Gregorio IV che nell’anno 835 dopo Cristo, chiese al re dei Franchi Ludovico I di proclamarla come festa di precetto, questo l’1 novembre di ogni anno. Questa ricorrenza affonda le sue origini nell’era paleocristiana, il giorno però non ricorreva in autunno, ma in primavera. Secondo la tradizione religiosa cattolica e ortodossa, i Santi sono il riflesso della gloria e della santità di Dio, modelli dalle cui vite va tratto esempio e insegnamento, nonché intercessori verso Dio per chi li consulta e prega. Per questo il primo novembre si ricorda quanto importanti siano le loro testimonianze di fede, coraggio e lealtà verso il Signore. Ma come mai proprio il primo giorno del mese di novembre è stato scelto per ricordare e onorare i nostri Santi? Ci sono opinioni contrastanti in proposito. Per alcuni antropologi vi è un nesso tra la festa celtica di Samhain, dalla quale ha avuto origine Halloween, e quella di Ognissanti. Secondo le credenze dei celti, la notte del capodanno celtico Samhain, tra il 31 ottobre e il primo novembre, i defunti fanno ritorno dall’oltretomba sulla terra. La Chiesa ha voluto fissare la festa di tutti i Santi il primo novembre, questo sembrerebbe per “cristianizzare” una ricorrenza che non apparteneva per nulla alla religione cattolica, ma che era molto sentita e praticata da diverse popolazioni che vivevano in Europa. Sempre per questo motivo si capisce il perché della scelta della Chiesa di festeggiare i defunti a distanza di sole 24 ore da quella dei Santi, infatti il 2 novembre è la Festa dei morti in gran parte dell’Europa.

mercoledì 28 giugno 2023

CURIOSITA' DAL MONDO.

TRATTO DA CURIOSITA' DAL MONDO. Il dessert più costoso al mondo costa ben 25 mila dollari, si tratta di un gelato al cioccolato realizzato con alcune delle più rare varietà di cacao e 23 carati di oro commestibile 2)Secondo alcuni dati del 2008, la Cina è il maggior produttore di tè al mondo, ne produce più di 1,2 milioni di tonnellate all’anno 3)Il 20 aprile tradizionalmente viene associato alla figura mitica di Cangjie, il presunto inventore dei caratteri cinesi 4)Il 5 maggio è la giornata mondiale delle Ostriche. Questa ricorrenza viene celebrata da più di 50 paesi in tutto il mondo fin dal 1991 5)Le zanzare preferiscono i colori scuri pertanto una precauzione da prendere per evitare questi insetti è prediligere indumenti dai colori chiari poiché il nero ed i colori scuri in genere le attirano maggiormente 6)Nel 1956 nasce un esame medico importantissimo che permette di scoprire se il nascituro ha gravi malformazioni: l’amniocentesi 7)Il famoso pittore rinascimentale Raffaello Sanzio, era ossessionato dal cibo che mangiava. La sua ossessione era talmente grande che teneva perfino un diario alimentare dove appuntava ciò che ingeriva

mercoledì 19 aprile 2023

misteri:SERIAL KILLER-COLLEEN STAN, SETTE ANNI NELL’INFERNO DI CAMERON HOOKER.

TRATTO DA IL PARANORMALE.COM Lo si dice sempre: affinché un rapporto tra due persone persista nel tempo c’è bisogno di complicità, di affinità, di condividere pensieri, emozioni e desideri. Questa frase però, inserita nel contesto delle coppie criminali fa decisamente scappare da ridere. Cosa spinge una donna (ma non è sempre così, a volte capita anche al contrario) ad accettare un rapporto in cui il proprio uomo imprigioni, stupri, torturi e arrivi anche ad uccidere un’altra donna? Cosa le fa pensare che lei non faccia la stessa fine e cosa le passa per la mente quando, pur di assecondarlo, lei stessa infierisce sulla vittima? Non sono la persona più adatta a rispondere, ma certamente casi come quello di cui sto per parlarvi devono far riflette su quanto strana sia la psiche umana. Tutto ruota attorno a Cameron e Janice, una coppia apparentemente normale e felice californiana con addirittura una bambina avuta da poco. Cameron Hooker nacque ad Alturas, sempre in California, il 5 novembre 1953. Era conosciuto come un ragazzo molto introverso, non bello, magrissimo e occhialuto: la classica vittima dei bulli. In compenso a scuola era ritenuto quasi un genio, brillante in ogni materia e un ragazzo dall’immaginazione davvero spiccata. Forse proprio quell’essere silenzioso e schivo lo costrinse a lasciare la scuola prima del diploma per finire a lavorare in una segheria locale, dove si scontrò con la rude vita operaia di uomini grossolani e piuttosto materiali. Col tempo si abituò a quella vita fin troppo, limitando le sue lettura a giornaletti pornografici e a videocassette hard che guardava nelle pause o durante il lavoro; le sue fantasie si moltiplicarono velocemente arrivando a preferire scene di sesso estremo, bondage, sadomaso e dominazione totale, fino a provare un morboso interesse per le torture. Non sto parlando di un trentenne: quelle idee le aveva già a soli 19 anni, quando incontro la timida quindicenne Janice (il cognome non è noto). Janice non era particolarmente bella, era timida e aveva una bassa autostima: la preda ideale per uno come Cameron. Tra di loro nacque una relazione sin da subito molto strana: lei era contenta di accompagnarsi ad un bel ragazzo con una macchina tutta sua e farsi vedere dalle amiche, lui riuscì a convincerla a sperimentare tutto quello che aveva fino ad allora solo visto sulle riviste. Hooker un giorno la portò in un bosco e decise di capire fin dove potesse arrivare con lei: la legò ad un albero, le tagliò i vestiti e iniziò a picchiarla con violenza. Janice, sebbene sconvolta dalla paura e dalla vista del sangue (sì, lui la ferì diverse volta con una frusta), aveva più paura di perdere lui e tornare ad essere una ragazza invisibile, così si dimostrò obbediente e soddisfò i desideri del suo ragazzo. Non c’era più dubbio: Cameron aveva trovato la sua anima gemella. I due si sposarono nel 1975, presero in affitto una casa a Red Bluff e lì Cameron sfogò la sua perversione e il suo sadismo, fino probabilmente a causare nella donna una reazione negativa. Decise allora di darsi una calmata e provò alcuni mesi a comportarsi in modo meno aggressivo. Nuovamente i due trovarono una sorta di accordo malato: Janice voleva una vita “normale” e desiderava un bambino, lui voleva invece dare sfogo alle sue perversioni senza freno; la soluzione era inserire nella coppia una terza persona, una ragazza che subisse il volere di Cameron mentre Janice allevava i figli e manteneva un basso profilo. Janice accettò di lasciare a Cameron una schiava a patto che Cameron non avesse rapporti sessuali con lei. Molti criminologi hanno cercato di giustificare il comportamento che questo momento Janice ebbe e hanno sminuito le sue colpe riducendola a interventi marginali e “scusabili” dalla sua paura che Cameron la lasciasse e se ne andasse di casa. Lei stessa nella sua confessione disse che era disgustata dal comportamento del marito, ciò nonostante vennero trovate moltissime prove che lei partecipò alle violenze, agli stupri e alle umiliazioni che inflisse il marito alle prigioniere. Oltre a questo giocò un ruolo fondamentale per attirare le vittime di Hooker e più volte si eccitò sessualmente nell’assistere alla dimostrazione di potere del marito sulle loro vittime. Nel gennaio 1976 i due diedero un passaggio ad una 18enne di nome Marliz Elizabeth Spannhake, che raccolsero nella vicina città di Chico. la ragazza stava andando a casa dopo una festa e si aspettava che la coppia la riportasse a casa, ma Camaeron guidò per oltre mezzora fino a condurla in un bosco isolato dove nessuno l’avrebbe sentita urlare. Lì Cameron la stordì con diversi pugni, poi la legò e le chiuse la bocca legando le mascelle con la cinghia; infine bloccò la sua testa in una scatola di cartone che aveva progettato per un suo gioco sessuale. Dopo averla violentata e torturata i due la caricarono di nuovo in macchina e la portarono a casa loro, dove arrivò priva di sensi. A casa la portarono in cantina, la denudarono e l’appesero per i polsi al soffitto. Quando la ragazza si riprese i due le dissero che ogni volta che avesse urlato o pianto Cameron ci sarebbe andato sempre più pesante, a costo di ucciderla. La ragazza era terrorizzata e riuscì a resistere solo alcuni giorni: non si sa esattamente come successe perché sul suo caso sono stati forniti pochissimi dettagli, ma secondo ciò che disse Janice il suo compagno, sentendo la ragazza urlare a squarciagola quasi tutto il giorno, una notte disse a Janice che voleva una schiava silenziosa; sta di fatto che Cameron alla ragazza tagliò le corde vocali e quando si rese conto che la ragazza stava soffocando le sparò con una pistola in pancia diversi colpi uccidendola. Il giorno dopo gli Hooker caricarono il cadavere in auto e lo seppellirono in montagna in una fossa nel terreno. I resti non vennero mai ritrovati perché. sebbene Janice in cambio di uno sconto della pena condusse gli inquirenti sul posto, non riuscì a ritrovare il luogo esatto dove seppellirono la ragazza. Di conseguenza non vi furono prove sufficienti per incriminare Cameron Hooker di omicidio durante il processo. La coppia ebbe la prima figlia e sembrò darsi una calmata, fino all’anno successivo quando iniziò una delle storie più atroci mai vissute. Sì, questo era solo l’introduzione al caso di Colleen, soprannominata “The Girl in the Box” (troverete molto a riguardo cercando in rete). Era il 19 maggio del 1977 e Colleen Stan (è un nome fittizio per tutelarla oggi), d i soli 20 anni, faceva l’autostop tra Eugene e Westwood, al confine tra Oregon e California del Nord. Stava cercando di raggiungere un amico che festeggiava il suo compleanno. Ebbe la sfortuna di ricevere un passaggio da parte delle persone sbagliate. Collen anni dopo la conclusione della vicenda affermò che quando la macchina si fermò notò Cameron, Janice e la loro bambina sul seggiolone dietro: la tipica famiglia amorevole e di cui nessuno sospetterebbe. La giovane coppia le offrì un passaggio sulla loro Dodge Colt blu ed entrambi sembravano persone miti e rassicuranti: l’uomo era pacato nei comportamenti e lei era la tipica madre apprensiva per la piccola e dal volto acqua e sapone. Colleen chiacchierò con gli Hookers amabilmente, fino a quando Cameron iniziò a parlarle di incidenti che capitavano agli autostoppisti, del fatto che molti sparivano nel nulla o li trovavano morti. Quando Cameron si fermò all’autogrill per fare carburante Colleen disse che doveva andare in bagno e si convinse a cercare qualcun altro che le desse un passaggio, ma poi ci ripensò dato che entrambi gli Hooker dopo tutto erano stati molto gentili con lei. Si convinse semplicemente che Cameron avesse fatto u na qualche battuta che lei non aveva afferrato e che non ci fosse alcun pericolo nel proseguire il viaggio con loro. Gli Hookers avevano comprato delle barrette di cioccolato e gliene offrirono una: Colleen disse che in quel momento si era sentita perfino in colpa per i suoi dubbi. La macchina ripartì e poco dopo Cameron disse che in quella zona c’erano delle spettacolari grotte di ghiaccio che sognava di vedere da molto tempo: le chiese di poter fare una piccola deviazione e le promise di ripartire poco dopo e di portarla a destinazione. Colleen non fece obiezioni, ma quando Cameron raggiunse un luogo sufficientemente isolato, fermò l’auto scese dalla macchina e puntò un coltello alla gola della ragazza ordinandole di mettere le mani sopra la testa. Janice le ammanettò le mani dietro la schiena, poi la bendò in modo che non vedesse il percorso che avrebbero fatto, le serrò le mascelle con la cinghia legata sulla testa e le inserì la testa nella famosa scatola (di legno questa volta) progettata per gli scopi sessuali del marito. A cosa serviva la scatola? Semplicemente a bloccarle il collo, a chiuderla nel buio più completo e a insonorizzare le sue urla. Metodi del genere, come vedremo tra poco, servirono a Cameron per isolarla dalla ealtà e assoggettarla al proprio volere privandola dei sensi fino a farle una specie di lavaggio del cervello: l’essere privati di uno o più sensi per lungo periodo provoca in una persona, se non la pazzia, una reazione di totale abbandono sul quale si gioca per manipolare i pensieri. La coppia di sequestratori attese la tarda sera per rientrare in casa, in modo che nessuno passasse per strada e i vicini non spiassero le loro azioni. La ragazza venne portata in soffitta, ma le venne lasciata la scatola sulla testa e le manette, in modo che sentisse cosa succedeva attorno, ma non vedesse nulla; gli Hooker cenarono e poi Cameron la portò in cantina dove legò una delle manette ad un tubo e la spogliò completamente. Poi le tolse la scatola, lasciandola però bendata, e iniziò a frustarla: ad ogni frustata lui le dettò le sue regole, e cioè di non urlare, non piangere, non desiderare di essere rilasciata, non strattonare le manette, ecc.. Ogni volta che una frustata la faceva urlare o piangere Cameron gliene dava un’altra ancora più forte, ogni volta che lei faceva ciò che lui diceva lui la “premiava” con piccole comodità, come sostituire le manetta con polsini di pelle (molto meno dolorosi), fornirle un rialzo di legno per non lasciarla a pieni nudi sul pavimento, abbassare l’attacco delle sue braccia in modo che potesse riposare e non rimanesse appesa… In pratica iniziò una sorta di rieducazione fatta di punizioni o premi a seconda del suo comportamento. Sin dalla prima sera la ragazza, seppur bendata, fu costretta ad ascoltare i gemiti della coppia che faceva sesso in sua presenza. Attraverso il bordo inferiore della benda vide più volte una rivista pornografica di fronte a lei nella quale sembrava esserci una donna nuda nella stessa posizione in cui veniva messa lei per soddisfare la perversione di Cameron: in pratica l’uomo apriva una rivista sado-maso, cercava una fotografia che lo eccitava,e faceva assumere a Colleen la stessa posizione. Collen per la notte veniva messa in una cassa di legno, molto simile ad un scatolone; le venivano legate le caviglie e Cameron le stringeva il ventre con una cintura in modo che respirasse solo quel tanto da sopravvivere, ma non per sviluppare la forza necessaria a liberarsi. Dal giorno della cattura in poi ciò c he passò Colleen possiamo solo immaginarlo: la ragazza parlò di ogni tortura possibile, come oggetti che davano la scossa elettrica, altri che la pungevano o la graffiavano, corde legate ovunque, oli e misture viscide sul suo corpo, cera e tutto ciò che umiliante era possibile infliggerle. Per la maggior parte del giorno la ragazza era in balia dell’uomo e spesso anche di notte lui tornava per toccarla o abusare di lei. Durante i pasti Cameron restava con lei nella cantina e le slegava i polsi permettendo di mangiare, ma senza toglierle la benda. Se lui le diceva di mangiare lei doveva obbedire senza fare domande, altrimenti veniva schiaffeggiata o frustata; se lui diceva che doveva dormire lei doveva farlo, ecc. Per settimane durante il giorno Collen venne tenuta legata al tubo, nuda e con le gambe e braccia divaricate e legate a dei ganci al suolo e al soffitto. Era sempre bendata, imbavagliata e di notte chiusa nella cassa senza poter muoversi o cambiare posizione. In quel tempo riuscì a misurare il passare del tempo studiando gli eventi regolari che la coppia sembrava eseguire per routine: riceveva un pasto al giorno, a volte i loro avanzi, dopo cena che i coniugi facevano sempre alle 20; i suoi bisogni dovevano essere anch’essi calcolati e diventare routine a certe ore, altrimenti veniva punita; era mattina quando sentiva l’auto dei vicini partire e pomeriggio quando in cantina scendeva Cameron. Dopo tre mesi in quelle condizioni terribili Colleen iniziò ad avere un cattivo odore, così Janice convinse Cameron e farle fare un bagno: l’uomo le legò le mani dietro la schiena, le mise del nastro adesivo sulla bocca e sugli occhi sopra la benda e portò di peso la prigioniera al piano di sopra. Quella, forse. fu la prima volta che Cameron e Janice scattarono fotografie della ragazza. Janice la lavò e la pettinò, poi in un momento in cui Cameron si allontanò le disse che aveva pietà per il dolore che provava e per il fatto che fosse il “giocattolo” del marito, ma che era necessario perché non voleva essere lei a passare le pene di Colleen. Janice nell’interrogatorio affermò che trovò un lavoro nella Silicon Valley in una società di elettronica e che fece pressioni su Cameron per passare con lui alcuni giorni a settimana dalla sorella e indebolire i legami tra Cameron e Colleen; su questa dichiarazione ed altre simili si basò la difesa di Janice Hooke per farle ottenere un ampio sconto della pena e farla figurare più vittima che carnefice. Dovettero passare mesi prima che Cameron e Janice si decisero a toglierle la benda: quel giorno Colleen impiegò diversi minuti prima mettere a fuoco le figure davanti a se. Le vennero quindi dettate le nuove regole per sopravvivere e mantenere quelli che secondo la coppia erano dei privilegi: Cameron doveva essere chiamato “Padrone” e Janice “Signora”: avrebbe iniziato a imparare da Janice a ricamare e ogni volta che avrebbe fatto innervosire uno dei due s arebbe stata punita con scosse elettriche. Janice, seppure sfogando le sue frustrazioni su Colleen con diverse punizioni e torture, ben presto iniziò a capire che la ragazza stava prendendo il suo posto nella vita di Cameron, non solo nelle perversioni sessuali, ma anche nella vita di tutti i giorni: Cameron passava gran parte della giornata nella cantina e spesso anche di notte abbandonava il letto coniugale per andare da Colleen. Colleen, ironia della sorte, nonostante fosse da mesi deperita e seviziata, era più attraente di lei e stava fornendo a Cameron l’eccitazione sessuale che lei non riusciva più a dargli. E fu allora che capì che suo marito aveva iniziato a violentare Colleen più volte al giorno e capì anche perché da qualche tempo aveva rinunciato ad accompagnarla dalla sorella e se ne stava a casa mentre lei lavorava e non poteva tornare a controllare. Per di non perdere il marito gli parlò e accettò che lui avesse rapporti sessuali con Colleen, a patto che Cameron fosse più presente in casa e che le desse un secondo figlio di cui si sarebbe occupato anche lui. Nel 1978 nacque la seconda figlia della coppia e Cameron in una certo senso acconsentì a assare meno tempo con Colleen. Cameron Hooker ebbe modo di sperimentare nel reale tutte le scene descritte nella sua vasta collezione di riviste pornografiche, immagini e letteratura. Anche se Hooker distrusse gran parte del materiale prima del suo arresto, fornì agli investigatori una panoramica spaventosamente chiara di tutte le torture che inflisse alla sua vittima. Non mi soffermo più sui dettagli perché credo di aver dato un’idea, anche se parziale, dell’inferno in cui fu calata Colleen. Andiamo rapidamente alla fine della storia. Man mano che il tempo passava quei metodi brutali e sempre costanti come una routine ebbero l’effetto sperato da Cameron: Colleen divenne un pupazzo nella mani della coppia, al punto che la slegarono e la tennero diversi giorni in casa sotto stretta osservazione. La ragazza non tentò mai la fuga e iniziò ad obbedire come un cane ad ogni loro rodine. Il massimo della soddisfazione Cameron la ottenne con un gesto che ha dell’incredibile: mentre Janice era al lavoro Cameron portò Colleen dai genitori e si presentò come suo nuovo fidanzato, dicendo loro che era sua intenzione lasciare Janice e risposarsi con lei. Quella messa in scena trovò supporto in Colleen che non osò raccontare ai suoi familiari della terribile situazione in cui viveva e che si fece fare una foto in cui abbracciava felice il suo aguzzino. Piccolo pensiero personale: ma possibile che i genitori, che non avevano notizie della figlia da oltre un anno, non abbiano fanno nulla nemmeno per cercarla? E come è possibile che una volta vista tornare a casa non abbiano nemmeno avuto un sospetto o si siano informati su chi fosse Cameron Hooker? Vabbè, andiamo avanti. Colleen divenne una schiava in tutto e per tutto in casa Hooker, fino al punto di divenire “troppo servizievole” per Cameron che iniziò a stancarsi di lei. Sette anni dopo il rapimento Colleen, pur facendo tutto ciò che le veniva detto, era diventata come Janice e Cameron si mise in cerca di un’altra ragazza che si dimenasse, urlasse e piangesse in modo da istruirla e divertirsi a violentarla e torturarla. In effetti sia Janice che Colleen erano fin troppo remissive e lui aveva perso interesse per l’una e per l’altra. Quando ebbe la sfrontatezza di informare Janice che voleva cercare un’altra ragazza da schiavizzare Janice reagì malissimo e decise di aiutare Colleen a fuggire. Nel 1984 Janice condusse Colleen dalla polizia e la ragazza ebbe modo di denunciare entrambi per tutto ciò che aveva subito. Nell processo del 1985 Janice testimoniò contro il marito in cambio di immunità totale. Cameron Hooker venne condannato a consecutive aggressioni a sfondo sessuale, sequestro di persona e stupro, violenza, minacce per un totale di 104 anni di reclusione. Non potrà beneficiare della libertà vigilata fino al 2023. Il 16 aprile 2015 chiese la revisione del caso, ma gli venne negato e gli venne negata la richiesta di un’altra udienza fino al 2022. Una volta tornata a casa, Colleen continuò gli studi di contabilità, si sposò ed ebbe una bambina. Ha aderito una organizzazione per aiutare le donne vittime di abusi e sia lei che Janice hanno cambiato il loro cognome, ma si crede che continuino a vivere in California. FONTE: Misteri dal Mondo – Credere Per Vedere

giovedì 9 marzo 2023

MISTERI:JANET, LA BAMBINA CHE ANDÒ SU VENERE.

TRATTO DA IL PARANORMALE.COM Tra i contattisti di tutto il mondo una buona parte afferma che gli alieni che visitano il nostro pianeta vengano da molto più vicino di quanto immaginiamo, addirittura dall’interno del sistema solare. Tra questi poi una parte afferma che ci siano basi tecnologiche sul pianeta Venere e che molte delle navicelle che vediamo sfrecciare nei nostri cieli proven…gano da lì. Questa corrente di pensiero è una delle più antiche e uno dei maggiori esponenti della teoria della civiltà venusiana fu George Adamski. Ad Adamski, ufologo polacco residente negli USA, si deve gran parte dell’iconografia attuale sui dischi volanti e le teorie del complotto che li accompagnano. Tra il 1946 e il 1959 l’uomo avrebbe avuto numerosi contatti con creature venusiane e dal 1963 divenne famoso esponendo numerose fotografie sui giornali a testimonianza degli eventi vissuti. Ma Adamski non è il protagonista di questo caso, bensì una bambina di 10 anni di nome Janet, che tirò in ballo l’ufologo senza nemmeno conoscerlo. Tutto ebbe inizio il 9 febbraio del 1955 nella periferia di Adelaide, in Australia, quando la piccola Janet (nome di fantasia per proteggere la privacy della minorenne) venne sottoposta ad una seduta di rilassamento da uno psicologo. La bambina aveva mostrato nei giorni precedenti un nervosismo piuttosto strano per il suo carattere normalmente mite e sereno e i genitori temevano che fosse successo qualcosa a scuola che l’avesse turbata e le causasse quelle improvvise reazioni di rabbia. Essendo una bambina di soli 10 anni lo psicologo optò per un trattamento di semplice distensione che consisteva nel mettere la bambina in trance profonda e farle domande piuttosto semplici sulla sua vita casalinga e scolastica. Di tanto in tanto, per controllare se la bambina fosse consapevole di cosa stesse succedendo, le poneva delle domande del tipo «Dove sei Janet?»e lei rispondeva normalmente «Su una poltrona» e via dicendo. Ogni serie di domande finiva sempre con una che le chiedeva il suo nome o dove fosse, o quanti anni avesse, ma ad un certo punto Janet rispose in maniera molto misteriosa che diede inizio a tutta la vicenda. «Dove sei Janet?» «A bordo di un Disco Volante!» La prima cosa a cui pensarono lo psicologo e i genitori fu che la bambina si fosse destata e facesse finta di essere in trance prendendo il giro il dottore, ma ben presto si resero conto che non era così. Gli insegnanti della piccola Janet la descrissero come una bambina molto intelligente, ma nella norma per avere 10 anni. Solitamente andava bene a scuola e socializzava con le sue coetanee, le piaceva la musica, la ginnastica e il disegno, ma niente che avesse a che fare con UFO o alieni. Ne gli insegnati ne i genitori l’avevano mai vista disegnare omini verdi e in casa non c’erano riviste o libri del genere, pertanto tutto quello che stava uscendo dalla sua bocca doveva essere frutto della sua fantasia… o forse no… L’ipnotizzatore sorpreso da quella risposta volle insistere sull’argomento per vedere dove Janet volesse arrivare: le risposte della bambina erano troppo precise e dettagliate per essere solo frutto di una mente fantasiosa di 10 anni. Janet parlò di un viaggio che aveva fatto qualche settimana prima a bordo di un UFO che la portò su un altro pianeta. Proprio in quel periodo, verso metà gennaio, i giornali australiani riferirono di avvistamenti nel cielo di Melbourne e la notizia si era sparsa anche negli Stati Uniti qualche giorno dopo. La bambina parlò dell’astronave descrivendola piena di bottoni e schermi. Assieme a lei c’erano tre “uomini” con i capelli neri e che indossavano tute colorate. Venne messa in una cuccetta e lo stesso fecero gli altri tre viaggiatori che le dissero che avrebbero lasciato la Terra per andare sul loro pianeta. La bambina si addormentò e al suo risveglio vide su un schermo la loro destinazione, una “palla rossa e argento” che le sembrò subito calda. Janet disse che vide dall’oblò molte montagne e che la superficie del pianeta era di colore del deserto e da essa si sollevavano sbuffi di aria calda. Il disco volante entrò in una fessura di una montagna e all’internò vide una grande città con edifici in vetro e metallo. Atterrarono su uno di quei palazzi e i tre uomini la fecero scendere e l’accompagnarono attraverso dei lunghissimi corridoi. In fondo ad uno di questi c’erano altri uomini dai capelli neri, sempre vestiti con tute lucenti, che le fecero prendere un ascensore fino ad arrivare ad una stanza piena di bottoni e macchine. Lì vide per la prima volta delle donne, sempre con capelli neri, ma con occhi grandi, che le offrirono un frutto simile all’uva. Tutti attorno a lei erano molto gentili ed ospitali: Janet disse che loro sapevano di lei e che non era la prima volta che veniva lasciata con quelle donne. Le donne le dissero che gli altri bambini erano a scuola con un’insegnante, ma quando sarebbero tornati avrebbero giocato con lei. Si sporse poi da una specie di finestra e vide l’esterno: diceva che il cielo era rossastro e che il sole era un po’ più grande di quello che vedeva da casa; la gente che usciva fuori doveva mettere dei caschi di vetro sulla testa e quando lei chiese ad una donna di uscire lei disse che faceva troppo caldo per lei e che solo la gente del pianeta poteva respirare l’aria là fuori. Vedeva della vegetazione e della neve, ma anche del vapore che usciva dal terreno. La bambina venne portata in alcune altre stanze e con tanta gente che comunicava con lei senza aprire bocca, ma “con la testa”. Disse di aver conosciuto un uomo “come lei” di nome George, ma molto vecchio. A quel tempo Adamski era un uomo famoso che avvertiva la gente dei pericoli che si stavano correndo sulla Terra e molti conoscevano il suo nome, anche solo per sentito dire. Lo psicoloco le chiese se sapesse il cognome e lei disse con ricordava solo qualcosa del tipo “amski”. Janet rimase con l’uomo molto del tempo in cui stette quel pianeta, che disse essere alcune ore. Con lui si trovava bene come con gli altri e lui le assicurò che erano brava gente e che mentre lei avrebbe giocato con gli altri bambini avrebbero preso alcune sue misure, ma senza che lei se ne accorgesse. Quando arrivarono i bambini, lei passò del tempo a disegnare con loro, poi le venne sonno e si addormentò. Quando si risvegliò era nel suo letto a casa e la mamma le stava preparando la colazione per andare a scuola. La seduta andò avanti ancora per un po’ e la bambina accennò ad altri particolari sulle stanze che visitò e l’astronave su cui aveva viaggiato. Poi, su richiesta dei genitori stessi, l’incontro venne sospeso e la bambina risvegliata. La società australiana di ricerche sugli UFO venne informata del caso ed aprì un’inchiesta; si assicurò della serietà dello psicologo e, d’accordo con quest’ultimo, decise di ritentare l’esperimento registrando della seduta. La famiglia in un primo tempo si rifiutò di continuare, ma poi acconsentì ad un secondo incontro, che però non venne mai reso pubblico. FONTE: Misteri dal Mondo – Credere Per Vedere

giovedì 16 febbraio 2023

MISTERI:Le Cogas, streghe-vampiro sarde

TRATTO DA IL PARANORMALE.COM Nel folclore italiano sono molto presenti le streghe, accuratamente rivisitate da ogni regione e spesso diverse da zona a zona; un po’ meno presente è il mito dei vampiri, tipico più che altro dell’est Europa. Ciò non toglie che nei secoli passati si sono sviluppate figure leggendarie molto simili ai vampiri e che in alcune regioni le tradizioni ne tramandano ancora la presenza tra gli uomini. In quasi tutta la Sardegna si tramanda la presenza delle “cogas” (in alcune zone sono conosciute come “surbiles” o “surtoras”), ovvero creature simili a streghe e stregoni (a volte addirittura confusi con essi) che tormentavano la brava gente di città e villaggi. Si poteva riconoscere una cogas sin dalla nascita perché aveva una piccola coda pelosa sulla schiena. Secondo le credenze sarde queste creature vivono in mezzo alla gente comune e durante il giorno hanno l’aspetto di persone normali; conducono anche una vita apparentemente normale e per nascondere coda e gambe (spesso ritenute molto pelose) indossano vestiti molto lunghi. Di notte invece in gran segreto escono dalle case per radunarsi nella campagne o nei boschi e lì compiere strani riti, prima di andare a caccia del loro cibo, cioè di sangue umano. Le cogas di notte si possono trasformare in diversi animali: il barbagianni, il gatto e la mosca sono le trasformazioni più comuni, ma anche cani, serpenti e qualsiasi animale di campagna. Proprio in forma animale, con il favore del buio, le cogas entrano nella case delle persone per aggredirle durante il sonno e succhiare loro il sangue. In passato si diceva che erano attratta irresistibilmente dal sangue dei neonati non ancora battezzati, che soffocavano dopo aver succhiato loro il sangue: le morti nella culla erano quasi tutte causate dalle cogas. Si diceva anche che le streghe-vampiro lasciassero segni distintivi su quelle persone che invece lasciavano in vita per cibarsi continuamente del loro sangue: se una persona mostrava lividi o graffi sul corpo e non ricordava come se li fosse fatti allora era opera di una coga e infatti i sardi dicevano che quel segno era un mossigu ‘e coga”, ovvero il morso della strega. Fino a metà del secolo scorso la gente era molto suscettibile e scaramantica e si adoperava per scongiurare l’intrusione delle cogas nella propria casa. Oltre a rivolgendosi a Dio con le preghiere, prima di andare a letto si era soliti mettere un treppiede per il fuoco, una sedia o una scopa rivolti verso l’alto: quel gesto creava una protezione contro il male e difendeva la casa dalle streghe. Si era anche molto scaramantici quando in casa c’era una donna in gravidanza e per impedire che il nascituro nascesse sotto l’influsso delle cogas si metteva un treppiede sotto il letto della partoriente e lì rimaneva fino al termine dello svezzamento. Era tradizione anche mettere una falce dentata appesa alla porta di ingresso: la coga, se avesse tentato di entrare in casa, avrebbe passato tutta la notte a contare i denti della falce, poiché era incapace di contare oltre il numero 7. C’era anche chi ammirava e agognava i magici poteri delle cogas e per questo cercava di diventare come loro. Esisteva quindi anche un metodo per trasformarsi in coga e consisteva nell’andare al cimitero di notte, scoperchiare una lapide di un defunto morto da poco e asportare il grasso dal cadavere. Il grasso doveva essere impastato con il sangue di una fanciulla vergine e con dell’olio santo e spalmato spalmato sotto le ascelle e sotto le piante dei piedi. Al calare della notte era certo che la persona si sarebbe tramutata nella spaventosa creatura. Concludo l’articolo con due leggende che hanno come protagoniste le cogas. 1- Un giovane panettiere di un piccolo borgo si innamorò di una bellissima ragazza giunta da poco. La ragazza, pur ricambiando le sue attenzioni, gli disse che non poteva essere baciata perché era una coga: era la settima figlia femmina consecutiva della sua famiglia e per questo destinata a trasformasi nella strega-vampiro. Il giovane allora si adoperò per convertire la sua anima e trovare un processo inverso alla trasformazione in coga. Attese la notte in cui sua sorella partorì e davanti alla porta della sua casa appese ad un albero la camicetta del nascituro girata al contrario; poi sistemò per terra un treppiede rovesciato e attese l’arrivo delle streghe. La notte stessa un gruppo di cogas giunse davanti casa e tra loro c’era anche la sua amata A questo punto lui la afferrò e la trascinò nella cantina, quindi chiuse a chiave la porta e corse a chiamare il parroco per far benedire la donna. Quando il giovane aprì la porta della cantina non trovò nessuno, eccezion fatta per una mosca che cercava la via d’uscita. Il parroco fece accendere una candela benedetta e iniziò a recitare le preghiere: la mosca crebbe di dimensioni e si tramutò nella ragazza. Da allora la ragazza non si trasformò più e i due vissero felici e contenti. 2- Una giovane coppia di sposini aveva appena coronato il sogno di avere un bambino, ma a pochi giorni dalla nascita del figlio la donna iniziò a mostrare problemi di salute, inappetenza e forti dolori al petto. Il maritò notò che la maggior parte dei problemi e dei dolori li manifestava di notte e spesso durante il sonno, così decise di vegliare una notte su di lei. Quando sua moglie iniziò nuovamente a respirare a fatica notò qualcosa sotto le coperte che si muoveva di fianco a lei, così allungò la mano e con sorpresa toccò un gatto nero che se ne stava avvinghiato al suo petto. Era una coga che le stava rubando il respiro. L’uomo lo afferrò e andò alla stufa dove tentò di gettarlo dentro, ma il gatto si divincolò e scappò via, non prima però di ustionarsi il muso con la cenere calda. Il giorno dopo l’uomo venne a sapere che una vicina di casa aveva una terribile scottatura sulle guance e sulla bocca.