Lasciate ogne speranza, Voi ch' intrate...
Vi aspetta un viaggio nella Cultura, nella Filosofia, nella Poesia, nella Sociologia, nel Gossip......by Phil :-)
mercoledì 21 ottobre 2026
Mercato nero per riflettere.
TRATTO DA memorieincammino.it
Mercato clandestino (o borsa nera) di generi
di prima necessità, soprattutto alimentari, generato
da politiche irrealistiche di limitazione e controllo
dei consumi privati, spesso collegate a eventi bellici.
L'Italia lo sperimentò in forma drammatica e duratura
in occasione della Seconda Guerra Mondiale, con particolare
riferimento alla situazione alimentare.
Il regime fascista non riuscì ad assicurare
le tre condizioni che altrove (ad esempio, in
Germania e in Gran Bretagna) consentirono una
drastica limitazione del fenomeno: una manodopera
agricola sufficiente, una gestione oculata degli ammassi,
un efficace sistema di razionamento. Il razionamento
tardivo del pane (introdotto soltanto sedici mesi
dopo lo scoppio delle ostilità), causato dalla
necessità politica di dare un messaggio di normalità
alla popolazione, spiega a sufficienza questa
incapacità. Dalla fine del 1941 le quantità dei
generi razionati non arrivarono a soddisfare che
la metà del fabbisogno fisiologico. Questa situazione
comportò una legalizzazione di fatto del mercato nero,
che si diffuse ulteriormente a partire dal 1942 a
causa dello sconvolgimento della rete dei trasporti
dai bombardamenti aerei.
Il mercato nero si estese a tutti i settori merceologici
e venne "ufficialmente" perseguito dalle autorità fasciste
che stabilirono forti sanzioni e punizioni esemplari,
compresa la pena di morte. In realtà, il mercato nero
non venne mai contrastato con convinzione (e nessuno
venne mai condannato a morte) perché il primo cliente
era sempre il gerarca locale. La progressiva dissoluzione
del regime fascista, allentando ancor più i controlli
e la repressione del fenomeno, ne segnò la definiva
affermazione-
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento