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mercoledì 12 novembre 2025
itinerari napoletani -La storia del Caffè Gambrinus
tratto da ELLE
Fondato nel 1860, la storia del Caffè Gambrinus
inizia assieme a un altro grande capitolo di
storia nazionale: l'Unità d'Italia. Al piano
terra del palazzo della Foresteria viene inaugurato
il Gran Caffè, posizionato nel cuore di Napoli,
tra Piazza Plebiscito e Palazzo Reale, che diventa
in poco tempo un punto di riferimento per gli
intellettuali e per la nobiltà partenopea. Da quel
primo significativo passo, il Caffè ha vissuto
molteplici vite e cambiato diversi nomi, da Gran
Caffè delle Sette Porte è stato ribattezzato
Gambrinus dopo il restauro del 1890, un omaggio al
re fiammingo Jan Primus, considerato il "Bacco della Birra".
È durante questo periodo che il locale diviene dimora
di preziosi dipinti della Scuola di Posillipo. L'arte,
sia letteraria che architettonica, e i quadri che
ancora oggi si possono ammirare, rendono il Gambrinus
una camera delle meraviglie. Nel 1938 il prefetto
Marziale ordina chiusura del Caffè, perché considerato
antifascista. I locali vengono ceduti al Banco di Napoli e,
per trent’anni, lo splendore di questo luogo viene
dimenticato.
Negli anni '70, l'imprenditore Michele Sergio
rileva il bar e ne fa rivivere l'essenza, recuperando
ed esaltando la tradizione che la città ha con
il rituale del caffè. Al quotidiano La Repubblica
ha raccontato che: "Il Gambrinus e il caffè sono
la stessa cosa". "È almeno dall’800 che a Napoli
il caffè è più di una semplice bevanda, un rito
radicato trasversalmente nelle abitudini di ogni
classe sociale, un fenomeno di costume che fa
di un semplice momento di ristoro un’occasione
di cultura e socialità - si legge sul sito internet
del locale - Ed è da centocinquanta anni che pregiate
miscele di caffè diffondono l’aroma antico ed eterno
del caffè espresso napoletano nelle eleganti
sale liberty del Gran Caffè Gambrinus".
Tra i personaggi illustri che hanno fatto
una pausa al Gambrinus (solo per citarne alcuni)
ci sono: Oscar Wilde, Gabriele d'Annunzio, Ernest Hemingway,
Jean Paul Sartre, la Principessa Sissi e i coniugi Matilde Serao
ed Edorado Scarfoglio. La coppia si trasferì a Napoli
dove frequentò i migliori intellettuali della città,
e proprio ai tavolini del Caffè fondò un nuovo
quotidiano: Il Mattino (il primo numero uscì il 16 marzo 1892),
che tutt’oggi è il principale giornale della città.
In onore di Serao, il Gambrinus ha dedicato un dolce
alla giornalista: la Matilda.
Oggi il Caffè propone dolci tutto l'anno,
come la pastiera che è sempre disponibile per
accontentare i turisti di passaggio; oppure propone
caffè gourmet come il Caffè Babà, con zucchero,
panna montata e un babà mignon. Il Caffè non è solo
folklore o uno sfoggio pigro della tradizione, come
dice Sergio nel suo libro "Gambrinus, il caffè
dei caffè", ma tradizione viva, che si riflette
nell'uso di tazzine in ceramica decorate, parte
degli usi partenopei, che testimoniano come
le radici e l'identità vadano coltivate anche
nei dettagli più piccoli. La storia del Gambrinus
è arricchita da memorabilia, come i caffè presi
dai presidenti della Repubblica e da altri personaggi
illustri, conservati in una teca esposta al pubblico;
aneddoti e angoli magici da osservare in silenzio.
Descrivere il Gran Caffè Gambrinus a chi non c'è stato
è difficile, ecco perché è una tappa imperdibile
da aggiungere al vostro itinerario napoletano.
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